Nella cultura popolare, negli ultimi anni, il muri di confine sono entrati nella case delle persone grazie alla famosa “Barriera” che nella serie cult “Il Trono di Spade” separa i vivi dai non-morti e dai selvaggi. Ma, nella vita reale, è davvero legale nel nuovo millennio erigere muri di confine? Qual è la differenza tra la necessità di protezione nazionale e la violazione dei diritti umanitari?
Prima di tutto, bisogna sottolineare che il fondamento giuridico principale che consente a uno Stato di erigere un muro o una barriera lungo il proprio confine è il principio di sovranità territoriale. Secondo quest’ultimo, ogni Stato ha il diritto sovrano di controllare il proprio territorio e i suoi confini. Questo include la facoltà di costruire infrastrutture (come appunto recinzioni, barriere o muri) per marcare e proteggere il confine, regolare l’ingresso di persone e merci e garantire la sicurezza nazionale.
Secondo il cosiddetto “Diritto Consuetudinario”, poi, la delimitazione e il controllo delle frontiere rientrano nelle funzioni tradizionali e riconosciute del potere statale.
In linea di principio, quindi, la costruzione di una barriera da parte di uno Stato sul proprio territorio, o comunque su una linea di confine riconosciuta a livello internazionale, è considerata un esercizio lecito della sovranità nazionale ma se si rispettano alcuni limiti del diritto internazionale. In particolare, la costruzione è lecita quando: è eretta sul proprio territorio (il muro è costruito costruito all’interno del confine dello Stato che lo erige o sulla linea di confine e non deve invadere il territorio della nazione confinante); mira a obiettivi legittimi (legati alla sicurezza nazionale per prevenire infiltrazioni terroristiche, traffico di armi o attività criminali, e per il controllo dell’immigrazione); rispetta il Diritto Internazionale Umanitario e dei Diritti Umani.
Quest’ultimo è il punto cruciale e dove sorgono i maggiori problemi di legittimità. Sebbene l’atto di costruire in sé sia espressione di sovranità, l’operato di uno Stato e gli effetti del muro non possono comunque violare le norme del diritto internazionale, in particolare quelle relative ai diritti umani. Quindi, i possibili elementi di illegalità nei muri di confine sono: la violazione del Diritto di Asilo (la costruzione del muro non può impedire l’accesso effettivo al territorio per coloro che cercano protezione internazionale e impedire la presentazione del diritto di asilo, specialmente se fuggono da persecuzioni); uso eccessivo della forza (come l’uso di sistemi di sorveglianza che comportano un rischio sproporzionato per la vita delle persone); occupazione o annessione territoriale (se un muro viene costruito al di fuori del territorio riconosciuto dello Stato costruttore, invadendo o annettendo porzioni del territorio confinante, come nel caso del Muro in Cisgiordania); danni alla libertà di movimento (sebbene gli Stati abbiano il diritto di controllare i loro confini, infatti, in alcuni contesti le barriere possono violare accordi sulla libertà di movimento. La Corte Internazionale di Giustizia, in particolare, nel caso del Muro in Palestina, ha stabilito che la costruzione in quel contesto viola il diritto internazionale, stabilendo che la costruzione di questo muro da parte di Israele nei territori palestinesi occupati è contraria al diritto internazionale perché viola il diritto all’autodeterminazione, il diritto umanitario e altri diritti.
In ogni caso, il dibattito sulla liceità si concentra meno sul muro in sé e più sul contesto e sulle modalità operative. Esistono diverse tipologie di muro, in particolare: muri per il controllo migratorio (come quello tra USA e Messico) che sono generalmente considerati espressione di sovranità ma le cui modalità di utilizzo (tra cui la separazione delle famiglie o le condizioni di respingimento) sono costantemente oggetto di analisi per la violazione dei diritti umani; muri in territori contesi o occupati (come ad esempio il muro israeliano in Cisgiordania).
Ci sono diversi muri e barriere di confine che sono diventati noti a livello globale, sia per il
loro significato storico che per la loro attualità. Ecco alcuni dei più famosi:
- Muro di Berlino – eretto nel 1961, è diventato il simbolo della Guerra Fredda e della divisione del mondo in due blocchi ideologici (capitalismo e comunismo). Il suo scopo era impedire l’emigrazione dei cittadini dalla Germania Est verso l’Ovest e la sua caduta, avvenuta il 9 novembre 1989, è considerata uno degli eventi più significativi della
storia recente. - Barriera di confine tra Stati Uniti e Messico – in realtà in queste zone la costruzione di recinzioni e barriere è iniziata già negli anni ’90 ma si è intensificata nel tempo. Non è davvero un muro continuo, ma un sistema di barriere, recinzioni, sensori e pattuglie. Lo scopo principale è contrastare l’immigrazione irregolare e il traffico di droga.
- Barriera di separazione israeliana – la sua costruzione è iniziata nel 2002 da Israele e, se in alcune aree si tratta di una semplice recinzione, in altre è un vero e proprio muro di cemento alto fino a 8 metri. Per Israele la barriera serve a
proteggere i propri cittadini dagli attacchi terroristici provenienti dalla Cisgiordania ma per i palestinesi si tratta di un “muro dell’apartheid” e denunciano come la sua costruzione sia spesso avvenuta su territorio palestinese, isolando di fatto le comunità e limitando loro l’accesso a servizi e terre. - La Grande Muraglia Cinese – la sua costruzione principale risale al III secolo a.C., ma è stata ampliata e
modificata da diverse dinastie. Serviva per proteggere gli stati e gli imperi cinesi dalle incursioni delle popolazioni nomadi, in particolare dai Mongoli e oggi, con il primato di fortificazione più lunga della storia, è tra i primi siti turistici al mondo. - Barriera tra Corea del Nord e Corea del Sud – creata nella “zona demilitarizzata” in seguito all’armistizio del 1953 che pose fine alla Guerra di Corea, non si tratta di un muro vero e proprio ma, per gran parte, di una fascia di terra di circa 4 km di larghezza e 250 km di lunghezza, pesantemente fortificata e minata che la fa diventare il confine più militarizzato del mondo.
- Le Linee della Pace – costruite a partire dal 1969 durante i famosi conflitti nell’Irlanda del Nord, sono una serie di muri e barriere che separano le aree a maggioranza cattolica/nazionalista da quelle a maggioranza protestante/unionista per prevenire violenze.
In sintesi, la costruzione di un muro di confine è regolare come espressione della sovranità statale, ma può diventare illecita se viola norme fondamentali del diritto internazionale, in special modo quelle relative ai diritti umani o se viene costruita in modo da violare la sovranità territoriale del vicino o in territori illegalmente occupati.