Napoli: 50 arresti tra i clan di camorra in pochi giorni

Le operazioni dei carabinieri e della polizia nei quartieri di Napoli

di Redazione Zerottouno News

Cinquanta arresti in pochi giorni, diverse operazioni anticamorra, decine di carabinieri e polizia dispiegate a Napoli per mettere le manette ai polsi a diversi affiliati di clan operanti a Napoli e in provincia.

In un’operazione è stata la Polizia di Stato ad eseguire un’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare in carcere nei confronti di 6 soggetti pluripregiudicati e del divieto di dimora nella regione Campania nei confronti di altri 3 soggetti pluripregiudicati, ritenuti gravemente indiziati di far parte del clan Contini, a sua volta confederata unitamente ai clan Mallardo e Licciardi nella cd Alleanza di Secondigliano. Le accuse sono di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rapina, truffa, furto, minaccia aggravata, lesioni, porto e detenzione di armi da fuoco ed accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti, reati tutti aggravati dalle modalità mafiose. Secondo le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotte dalla Squadra Mobile, gli indagati sarebbero stati messi in relazione ad una brutale aggressione occorsa il 15 maggio 2022 nei confronti dei clienti e dei proprietari del ristorante “Cala La Pasta in Napoli alla Via dei Tribunali. In ordine a tale episodio è già intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato a carico dei principali attori della vicenda.

Le attività d’indagine svolte successivamente all’episodio genetico avrebbero, altresì, consentito di delineare l’esistenza del sodalizio criminale, ben strutturato, costituito da giovani affiliati, avente come base logistica l’area dei cosiddetti “Porticati”, ricadente nella zona di San Giovanniello, ove gli indagati occultavano armi, sostanze stupefacenti e indumenti destinati al travisamento in occasione della commissione di reati predatori. Dalle indagini è emerso come il gruppo, costituito da giovanissimi, pienamente interno al clan Contini e capeggiato da un giovane esponente, di particolare caratura criminale in quanto familiarmente collegato a soggetti apicali del clan, attualmente detenuti in regime di 41 –bis, sarebbe dedito a diverse attività illecite nel territorio di Vasto/Arenaccia e San Carlo Arena ma anche a reati predatori di varia natura quali rapine, scippi, truffe in danno di anziani, commessi sia in altre parti dell’Italia che in Spagna, attraverso cui finanzierebbe le proprie attività illecite, l’acquisto di armi, nonché provvederebbe al mantenimento in carcere dei sodali.

Nel quartiere di Secondigliano, invece, sono stati i carabinieri ad operare contro un altro gruppo, il clan Di Lauro. I militari dei Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare applicativa della custodia in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 14 soggetti gravemente indiziati – a vario titolo – di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio.

Le complesse ed articolate indagini sviluppate tra il 2020 e il 2023 dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Napoli, anche mediante mirate attività tecniche, e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, hanno consentito – sotto un profilo gravemente indiziario – di documentare l’esistenza di un sottogruppo, riconducibile all’organizzazione criminale del clan, facente capo a Vincenzo Di Lauro, che, potendo agire nell’area del quartiere di Secondigliano, ma all’occorrenza anche al di fuori della stessa, è riuscito a costituire una struttura delinquenziale stabile realizzata per commettere una serie indeterminata di reati in violazione alla normativa sugli stupefacenti. Tra il 2019 e il 2020, il clan era riuscito a rifornire, con svariati quantitativi di sostanze stupefacenti, provenienti, presumibilmente, da organizzazioni criminali albanesi, i quartieri cittadini di Secondigliano e Vasto-Arenaccia, acquisendo illegalmente in questo modo ingenti somme di denaro. Durante l’attività investigativa sono state complessivamente arrestate, quale riscontro, sei persone, e sequestrare altresì diversi kg di droga tra cocaina ed hashish.

Ancora, in riferimento alla provincia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 persone (di cui 18 sottoposte alla misura della custodia in carcere, 8 a quella degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico). L’operazione rientra nell’ambito di attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica e gli indagati sono gravemente indiziati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione di droga, aggravati dal metodo mafioso o dalle finalità mafiose. Dalle indagini sarebbe emersa l’operatività di due gruppi criminali egemoni nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana e hashish) nei territori di Sant’Antimo, Sant’Arpino e comuni limitrofi. Tali gruppi avrebbero agevolato le principali consorterie criminali di tipo mafioso operanti nelle suddette zone (clan Verde e clan Ranucci), rifornendo numerose piazze di spaccio, con ingenti proventi ricavati dalle illecite attività.

Infine, altri 7 arresti ancora a Napoli da parte della Polizia. Le accuse sono di tentato omicidio, porto e detenzione di armi. Il provvedimento è scaturito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, condotte poi dalla Squadra Mobile, in relazione al tentato omicidio, avvenuto il 26 giugno 2025 in Napoli alla Via Rosario a Portamedina, ai danni di un giovane da parte degli indagati, tre dei quali minorenni all’epoca dei fatti.

Le attività d’indagine hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine alle condotte degli indagati che, a bordo di più scooter, avrebbero esploso diversi colpi di arma da fuoco contro un giovane che li stava inseguendo, armato, con il proprio motorino, tentando di provocarne la morte, senza riuscirvi però per cause indipendenti dalla loro volontà. Il Giudice ha riconosciuto le aggravanti di aver agito in almeno persone.

In relazione al medesimo episodio, anche la vittima è stata sottoposta a misura cautelare, ritenuta gravemente indiziata in ordine al reato di lesioni personali aggravate e detenzione di armi atte ad offendere, in quanto il 16 febbraio scorso, a Napoli, in Vico Montesanto, per ritorsione avrebbe provocato all’esecutore materiale del tentato omicidio ai suoi danni ferite da arma da taglio alla coscia sinistra.

Gli episodi appaiono inseriti in una dinamica di regolamento di conti, idonea a rafforzare l’idea di un’azione volta all’affermazione del potere egemonico sul territorio. Durante l’operazione, avvenuta con il supporto dei Commissariati San Ferdinando, Montecalvario e Dante, del Reparto Prevenzione Crimine Campania, unità cinofile antidroga dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, un drone e un’unità eliportata, sono state effettuate diverse perquisizioni. Rinvenuta una grossa busta contenente circa 1 kg di marijuana, di cui molta già suddivisa in bustine monodose pronte per lo spaccio al dettaglio e materiale per confezionamento sequestrata a carico di uno degli indagati che, all’arrivo degli operatori di polizia aveva tentato di disfarsene.

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