Un nuovo blitz contro il clan di camorra dei Ricciardi. Dopo l’operazione nel Nolano sui rapporti con il clan Russo, carabinieri e DDA di Napoli hanno sferrato un altro potente colpo al clan Licciardi. Dalle prime luci dell’alba, infatti, i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito una misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA partenopea a carico di 21 indagati (19 misure in carcere di cui 5 soggetti già ristretti e 2 agli arresti domiciliari).
Gli indagati – nell’ambito del clan Licciardi (Alleanza di Secodigliano, ndr) – sono ritenuti gravemente indiziati a vario titolo, di “associazione di tipo mafioso”, “estorsione”, “accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti”, “ricettazione” ed “evasione”, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. In manette anche l’uomo considerato il reggente del clan.
In particolare, secondo le indagini, il clan gestiva le case popolari, le diatribe tra imprenditori e otteneva la sua parte anche grazie alle truffe telematiche.
Secondo quanto riferito dal Procuratore Nicola Gratteri, ci sarebbero diversi casi preoccupanti documentati. Tra gli episodi, ad esempio, quello in cui un imprenditore tallonato dal clan Licciardi chiedeva aiuto al clan rivale dei Mazzarella che, tuttavia, “legittimava” la richiesta dei Licciardi. Ancora, almeno in un caso, all’interno dei complessi di edilizia popolare una famiglia sarebbe stata costretta a pagare per tenersi la casa che però le era già stata assegnata.