Nella mattinata del 3 marzo la Squadra Mobile di Napoli della Polizia di Stato e i Carabinieri del Nucleo Investigativo, nel corso di un’operazione congiunta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare emesse, complessivamente, nei confronti di 71 indagati all’esito delle indagini svolte nei confronti delle organizzazioni camorristiche espressione dei due cartelli criminali, Mazzarella e Alleanza di Secondigliano, attivi nella città e nella provincia di Napoli.
Le indagini si sono concentrate, in particolare, sui quartieri della città ricostruendo l’attuale mappatura della divisione del territorio cittadino quanto alle zone Forcella – Duchesca – Maddalena, al quartiere Sanità ed alle aree Vasto, Arenaccia, Borgo Sant’Antonio Abate, Poggioreale, Rione Amicizia e San Giovanniello e consentendo l’acquisizione di gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli attuali capi dei clan Mazzarella, Contini e Savarese-Pirozzi nonché dei reggenti delle rispettive zone, tutti destinatari delle ordinanza custodiali.
Le indagini della Squadra Mobile di Napoli e dei Carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno consentito la puntuale ricostruzione del controllo dei rioni cittadini mediante presidio stabile degli affiliati, attuato anche e soprattutto con l’uso di armi da fuoco. Ricostruita anche l’enorme capacità offensiva nell’attuare rivalse armate nei confronti di gruppi criminali rivali, la diffusa disponibilità di armi, la salvaguardia dei rapporti di alleanza e mutua-assistenza con le altre organizzazioni camorristiche.
Allo stesso tempo, le forze dell’ordine hanno anche ricostruito le strategie di difesa dalle azioni investigative, la gestione delle attività di natura estorsiva ai danni di attività commerciali ed operatori economici, il controllo delle numerose piazze di spaccio di sostanze stupefacenti. Infine, gli investigatori hanno anche ricostruito la gestione contabile dei relativi proventi economici delittuosi destinati al pagamento degli stipendi agli associati ed al mantenimento degli affiliati detenuti e dei loro parenti.
Con una delle quattro ordinanze eseguite è stato ricostruito anche il grave quadro indiziario nei confronti del presunto secondo esecutore materiale dell’omicidio di Emanuele Durante, vittima di un agguato di camorra il 15 marzo 2025 per essere stato individuato quale responsabile della morte di Emanuele Tufano, colpito da colpi d’arma da fuoco nel corso del conflitto armato maturato il 24 novembre 2024 nell’ambito di contrasti armati tra gruppi criminali dei quartieri cittadini della Sanità e di Piazza Mercato intenzionati ad acquisire il potere egemonico sui diversi territori mediante atti dimostrativi di supremazia criminale. Per tale omicidio, con precedente ordinanza di custodia cautelare in carcere, era già stato ricostruito il grave quadro indiziario relativo al presunto mandante ed all’altro presunto esecutore materiale del delitto.
Contestualmente alle suddette ordinanze cautelari personali è stato, altresì, disposto, nei confronti di alcuni indagati, il sequestro preventivo di conti correnti, immobili e società commerciali aventi sedi anche in altre regioni del territorio nazionale.