Più di 380 milioni di cristiani nel mondo sono perseguitati. A dirlo è il rapporto World Watch List 2025 pubblicato da Open Doors che sottolinea come la persecuzione anticristiana non sia stata “mai così intensa in 32 anni di ricerche”. L’ultimo dato è allarmante: nell’ultimo anno sono 4.476 i cristiani uccisi per cause legate alla fede religiosa. Tra le 100 nazioni monitorate è confermata l’escalation della persecuzione con una “accelerazione degli ultimi 12 anni e con 13 Paesi a livelli estremi”.
In cima alla classifica resta ancora la Corea del Nord: secondo il report il regime avrebbe provocato negli anni l’internamento di un numero di cristiani compreso tra i 50.000 ed i 70.000 portando alla nascita del fenomeno di una Chiesa nascosta.
Seguono in questa triste graduatoria: Somalia, Yemen, Libia e Sudan. Si tratta – sottolinea il report – di nazioni a forte presenza musulmana, nelle quali le fonti di persecuzione sono connesse a “una società islamica tribale, all’estremismo attivo e all’instabilità endemica, in cui la fede cristiana va vissuta nel segreto e, se scoperti, i cristiani, specie se ex-musulmani, rischiano anche la morte“.
Anche per quanto riguarda i morti i dati non sono rassicuranti. In un anno sono stati 4476 i morti mentre il numero di chiese o proprietà cristiane attaccate, chiuse o confiscate si è fermato a 7.679. Il numero dei cristiani detenuti o condannati per ragioni legate al proprio credo si assesta invece a 4.744. A tal proposito il rapporto chiosa: “Il livello di ingiustizia, in questi casi, rasenta la parodia: in carcere finiscono uomini e donne senza processi e senza prove“.