A poche ore dalla tragedia che ha colpito la città di Nola cominciano ad arrivare le prime mobilitazioni in memoria di Noemi, la 22enne uccisa a coltellate dal fratello. La giovane, a Nola da pochi anni, si era avvicinata ai ragazzi della parrocchia della Stella che già nei momenti successivi al dramma hanno riposto all’entrata del palazzo in via San Paolo Bel Sito una corona di fiori e delle candele. Per la ragazza, proprio nella parrocchia della Stella, è stata inoltre organizzata una veglia di preghiera alle 20 di stasera 20 novembre.
“Qual è la misura del tempo? Con te, non ci è stato concesso di scoprirlo fino in fondo, perché un anno e più della tua presenza è stato troppo poco per comprendere – si legge in una nota del Gruppo Giovani dell’Azione Cattolica Paolino Iorio della parrocchia della Stella – Se io sono vuoto, tu sei pienezza, se io sono buio, tu sei luce. A Dio, Noemi. Il Gruppo Giovani di Azione Cattolica Paolino Iorio e la comunità parrocchiale di Maria SS della Stella tutta si stringe in preghiera“.
Sui fatti è intervenuto anche il sindaco Andrea Ruggiero: “La nostra comunità è stata scossa, nelle ultime ore, da un fatto di violenza che lascia senza parole. Una tragedia familiare, maturata nel silenzio di dinamiche complesse, di fragilità personali che troppo spesso restano invisibili fino a trasformarsi in dolore irreparabile. Sono episodi che interrogano ciascuno di noi nell’intimo, prima ancora che come istituzioni. Viviamo un tempo in cui i rapporti interpersonali sembrano attraversati da una crescente precarietà: pressioni sociali, solitudini sommerse, difficoltà emotive che possono degenerare quando non trovano ascolto, sostegno, presenza”.
“E allora, dinanzi a un dramma così profondo, non possiamo limitarci a registrare l’evento – aggiunge il sindaco – Dobbiamo fermarci e riflettere su quanto sia importante, oggi più che mai, rivolgere uno sguardo attento verso chi ci sta accanto. Capire i segnali, cogliere le difficoltà, donare un gesto di vicinanza, anche piccolo, ma autentico. A volte la differenza la fanno le azioni quotidiane, piccole o grandi che siano, ma che potrebbero essere àncora per chi invece annaspa nelle difficoltà di ogni giorno. Penso ai volontari che ogni giorno nella Chiesa del Collegio aiutano tantissimi ragazzi, grandi o piccoli, che hanno bisogno di una mano con compiti e scuola. Sono momenti quotidiani di ascolto e solidarietà per le famiglie, un messaggio da conservare anche in momenti come quello che vivremo sabato in Cattedrale in occasione del Giubileo del Malato”.
“Sono segni – sottolinea ancora Ruggiero – che ci ricordano come la comunità sia una rete che sostiene, che accoglie, che previene. Una rete che funziona solo se ciascuno di noi decide di essere parte attiva di questa responsabilità condivisa. In questa vicenda dolorosa, il pensiero va innanzitutto alla giovane vita spezzata e alla famiglia sconvolta”.
“Ma resta anche l’amara consapevolezza di quanto sia essenziale che ogni fragilità trovi un canale di ascolto, un luogo in cui essere riconosciuta – conclude il sindaco – Nessuna istituzione può intervenire su ciò che non le viene portato a conoscenza; per questo è fondamentale che ogni cittadino, ogni famiglia, ogni comunità intermedia si senta chiamata a collaborare, a non lasciare mai che il dolore resti chiuso tra le mura di casa. Solo insieme possiamo costruire una città più attenta, più consapevole, più umana. Una città capace di riconoscere le difficoltà prima che diventino tragedia“.