Tante volte il nostro corpo è diventato simbolo delle nostre insicurezze, qualcosa che osserviamo e giudichiamo, concentrandoci più su ciò che consideriamo un difetto piuttosto su ciò che ne rappresenta realmente. Eppure il corpo di una donna cambia continuamente. Cambia con il tempo, con le esperienze, con le diverse fasi della vita. Cambia la sua forma, cambia il suo peso, cambia la sua pelle. E ogni trasformazione lascia inevitabilmente dei segni. Ma quei segni non dovrebbero essere qualcosa di cui vergognarsi. Il corpo di una donna rimane, in ogni sua fase, un corpo capace di generare forza. Un corpo che permette di vivere, viaggiare, camminare, abbracciare, lavorare ecc. Siamo abituati a badare esclusivamente a ciò che leggiamo e vediamo come “imperfezione”, quasi come fosse qualcosa da correggere o da nascondere.
Forse dovremmo semplicemente cambiare il modo in cui ci osserviamo. Perché quelle che chiamiamo imperfezioni, in realtà, altro non sono che delle particolarità. Non esiste un corpo uguale a un altro, così come non esiste una donna che attraversi la propria vita senza cambiare. Ed è proprio in questa fase di cambiamento che bisognerebbe rispettarlo anche quando cambia, anche quando non corrisponde più a quello che ricordavamo, anche quando alcune sue caratteristiche non rispecchiano i canoni estetici del momento. Perché un corpo non perde valore quando cambia. Non diventa meno bello, meno degno o poco femminile.E forse dovremmo smettere di chiedere al nostro corpo di rimanere sempre uguale e iniziare, invece, a essere fiere di tutto ciò che lo ha portato a essere quello che è oggi. Perché ogni forma, ogni segno e ogni cambiamento sono parte di noi.