Ha ucciso la nonna perchè “non sopportava più di essere deriso dai familiari”. E’ l’ennesima tragedia familiare avvenuta in Italia, questa volta nel Lazio. E’ successo ad Acilla, in provincia di Roma. Il 30enne Lorenzo Vitali lo scorso 6 novembre ha ucciso a martellate la nonna Gabriella Armari. I fatti sono stati ricostruiti da Roma Today.
All’interno di un appartamento di via Giuseppe Molteni, a pochi chilometri da Ostia, intorno alle 8:30, il 30enne sarebbe entrato con le chiavi in casa, dove vivevano la nonna Gabriella Armanti, la madre e il compagno di quest’ultima, scagliandosi poi contro l’anziana 80enne. La madre era uscita di poco da casa per andare a lavoro, mentre il compagno dormiva nella stanza da letto. L’80enne, colpita a colpi di martello, avrebbe gridato allertando proprio il 59enne che sarebbe stato però a sua volta colpito. Nonostante avesse una ferita alla testa e fosse scalzo, l’uomo si sarebbe riparato in un bar e avrebbe chiesto aiuto.
Nel frattempo, il 30enne sarebbe invece scappato raggiungendo a piedi la stazione di Acilia salendo su un treno con destinazione Roma. Nella Capitale, però, è stato rintracciato dagli agenti delle volanti e portato negli uffici della Mobile in Questura.
Lì la confessione. Secondo quanto rivelato dal Correre, avrebbe detto: “Non sopportavo più di essere deriso dai miei familiari. Mi hanno sempre perseguitato. Ce l’hanno tutti con me. Mi deridevano. Venivo umiliato, dicevano che sono un nullafacente“. La versione dei fatti però sembrerebbe ancora poco chiara e convincente per gli inquirenti. Ecco perchè ora stanno esaminando tutte le piste e non si esclude quella legata a questioni economiche. Nel passato del ragazzo non sembrano esserci perizie psichiatriche o ordinanze rilevanti. La vittima è deceduta sul colpo, mentre il 59enne è rimasto ferito ed è stato ricoverato all’ospedale “Grassi” di Ostia ricevendo ferite gravi ad un orecchio e ad un occhio.