Pier Giorgio Frassati: tutto pronto per la canonizzazione

E' il santo degli alpinisti

di Giovanni Pietro Fortino

In questi giorni si parla spesso di Pier Giorgio Frassati ,un giovane vissuto nella prima metà del ‘900. Ma perché ? Per chi non lo sapesse, il 7 settembre ci sarà la canonizzazione (cioè la proclamazione a santo) perché è stato un modello di fede vissuta nella quotidianità tra studio, amicizia, sport e carità. Ripercorriamo un po’ il breve ma intenso cammino del futuro santo sulla vita terrena.

Nato a Torino il 6 aprile 1901 da Alfredo Frassati (fondatore del quotidiano La Stampa e ambasciatore) e Adelaide Ametis (pittrice), crebbe in una famiglia agiata ma non particolarmente religiosa. Si iscrisse a Ingegneria Mineraria, desiderando lavorare a contatto con gli operai per condividerne la vita e le difficoltà.

Fin da giovane mostrò un’intensa vita spirituale e un forte senso di giustizia sociale. Si dedicò ai poveri, ai malati e agli emarginati, partecipando attivamente all’Azione Cattolica e alle Conferenze di San Vincenzo. Amava la montagna, lo sport e la compagnia degli amici; era un giovane allegro e pieno di vita.

Colpito da poliomielite fulminante, morì il 4 luglio 1925 (quasi 100 anni fa) a soli 24 anni. Ai funerali, la sua famiglia scoprì la folla di poveri e bisognosi che lui aveva aiutato in segreto. Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 20 maggio 1990 e fu definito “l’uomo delle otto beatitudini”.

Nonostante i tanti impegni di studio, sport e amicizie, trovava sempre tempo per la Messa quotidiana, la recita del Rosario e l’adorazione eucaristica. La sua fede era vissuta con naturalezza, senza ostentazione. Per Pier Giorgio, quest’ultima non era fatta solo di riti, ma di gesti concreti verso gli altri. Per lui pregare e aiutare i poveri erano due facce della stessa medaglia.

La sua religiosità non era rigida o cupa, ma piena di entusiasmo, profondamente radicata nella gioia e nella bellezza della vita. Il motto “verso l’alto” sintetizza la sua visione della fede come continua tensione a crescere, migliorarsi, salire non solo sulle vette delle montagne, ma anche su quelle interiori. Dimostrava che è possibile vivere la fede senza rinunciare alla freschezza, alle passioni e alla socialità proprie della giovinezza.

È diventato patrono dei giovani, degli studenti, degli alpinisti e degli sportivi. Inoltre in tutta Italia e non solo si sono creati gruppi e associazioni intitolati al “giovane delle otto beatitudini “ Pier Giorgio Frassati resta e resterà sempre il faro per chi vuole trovare un senso nella propria vita quotidiana.

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