Poco più di un mese per il contestato Dl Sicurezza. Il fu disegno di legge si era arenato in Parlamento e il Governo aveva optato per la manovra d’emergenza secondo le disposizioni di legge. Agli inizi di giugno il nuovo Decreto Sicurezza è entrato in vigore. Stretta sulle manifestazioni, pene maggiorate per chi attacca pubblici ufficiali, per chi protesta impendendo eventi o la circolazione in strada, nuove regole per le madri detenute, body-cam per gli agenti. Più di 10 nuovi reati inseriti nella normativa, dalla lotta all’usura fino all’immigrazione, passando per la regolamentazione dei rapporti con i servizi segreti.
Il Decreto però ha subito ricevuto aspre critiche dall’opposizione e, di recente, è stato anche “bocciato” dai cassazionisti. L’Ufficio del Massimario della Cassazione ha infatti parlato del Decreto come di un “unicum per quantità, qualità delle fattispecie e per le modalità che di fatto hanno escluso il dibattito parlamentare”. L’analisi non è vincolante ma può aprire le porte a ricorsi in tema di incostituzionalità. Il Ministro della Giustizia Nordio, tuttavia, non ci sta e replica: “La Cassazione non ha detto proprio nulla, non è stata investita di un ricorso, è un intervento che ritengo irriverente verso il Capo dello Stato“.