AttualitàL’Italia è indietro di un mese: poco più di 4 milioni di vaccinati

Marco Sigillo Marco Sigillo2 Marzo 20212 min

Sono trascorsi due mesi dal V-Day: il 27 dicembre iniziava in tutta Europa la somministrazione dei vaccini anti-Covid. Una data che  ha segnato la svolta nella lotta alla pandemia. Alla grande emozione dei primi giorni sono subentrati poi dubbi e scetticismo. Oggi la distribuzione dei vaccini nel nostro Paese appare decisamente rallentata rispetto alle iniziali programmazioni. L’Italia è in ritardo di un mese sulla tabella di marcia. Cosa sta succedendo, e perché?

L’ormai ex Commissario straordinario Domenico Arcuri aveva promesso 7 milioni di persone vaccinate nel primo trimestre dell’anno. Al 1° marzo i vaccinati sono 4.300.000, resta soltanto un mese per raggiungere l’obiettivo. Draghi, nel suo discorso in Parlamento, aveva chiesto un cambio di passo, chiedendo di utilizzare tutto il personale e le strutture possibili, senza limitarsi alle sedi predisposte dal piano originale.

Tra i motivi del rallentamento ci sono sicuramente le defezioni delle aziende farmaceutiche. Il governo Conte aveva stretto accordi per la fornitura di 28 milioni di dosi entro marzo. La cifra sarebbe stata ampiamente sufficiente a coprire l’obiettivo dei 7 milioni di vaccinati. Al momento in Italia sono arrivate però quasi 6 milioni di dosi, ed entro la fine di marzo si prevede di arrivare a 15 milioni. Una cifra che, se rispettata, potrebbe permetterci di arrivare ai 7 milioni prospettati a inizio anno. La domanda ora è: si riuscirà a vaccinare il numero di cittadini previsti?

La situazione sul territorio italiano non è uniforme. Le regioni avanzano in ordine sparso, non solo per numeri di vaccini ma anche per categorie vaccinate. Si passa da regioni virtuose, come la Valle d’Aosta, che ha utilizzato il 93% delle dosi disponibili, o come la Campania e la Toscana, che hanno una percentuale di somministrazione che raggiunge l’82%. Numeri molto diversi in Calabria (58%), in Umbria, ferma al 61%, e in Sardegna dove, nonostante il passaggio in zona bianca, la percentuale di vaccini somministrati è del 60%.

Il sito del Ministero della Salute, inoltre, offre dati dettagliati sulle categorie vaccinate. Il 54% dei vaccinati sono operatori sanitari. Gli over 80 ad aver ricevuto la vaccinazione sono soltanto 618.000, il 14% dei vaccinati totali. Ma è interessante notare come in Lombardia, la regione più martoriata dall’epidemia, soltanto l’8,6 dei vaccinati appartiene alla categoria più esposta degli over 80. Dato che lascia perplessi se si confronta con altre grandi regioni italiane: lo stesso dato nel Lazio è pari al 23% e in Campania al 18%.

Marco Sigillo

Marco Sigillo

Classe 1991, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazioni all’Università Federico II di Napoli. Appassionato di comunicazione e scrittura, collabora con 081news dal dicembre 2015, interessandosi soprattutto di temi di portata nazionale ed internazionale. Giornalista pubblicista dal 2019.

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