San Paolo Bel Sito: svelato il logo della lista “Fare il Bel Sito”

Ideato dall'architetto Antonio Scala

di Redazione Zerottouno News

La lista “Fare il Bel Sito” ha annunciato ufficialmente il logo che accompagnerà tutta la campagna elettorale a San Paolo Bel Sito a sostegno del candidato a sindaco Manolo Cafarelli. Il logo riprende alla perfezione a quello che è il claim dell’intitolazione della lista. “Fare”, inteso come agire, proporre, ascoltare, operare sul territorio e non dietro una scrivania. Ma anche “Fare” come sinonimo di “parlare poco”, l’indispensabile e dar seguito con i fatti, con i progetti. Chiude il claim “Il Bel Sito”, prendendo spunto dal toponimo del paese, che già in sé stesso sembra sintetizzare una sorta di obiettivo: si individua un traguardo, ovvero trasformare quello che momentaneamente è un agglomerato di case lungo una via di passaggio, in un paese dinamico, vivo, che sia in grado di “ospitare”
attività commerciali, eventi artistici/culturali.

Il logo è stato ideato dall’architetto locale Antonio Scala. “Si immagina con questo claim una vita sociale più consona ad una comunità come la nostra – dichiara Scala – come lo era qualche decina di anni fa. Assecondare in genius loci senza stravolgere con proposte o promesse visionarie e poco realizzabili, gettare le basi e quindi i presupposti per una crescita costante, seppur lenta, ma graduale”.

L’immagine – spiega Scala – non poteva che essere il corso di San Paolo Bel Sito, che è quasi rappresentazione iconografica del paese stesso. Poi una strada con un fondale che fa quasi da quinta scenografica, una direzione da percorrere, enfatizzata dal profilo dei palazzotti e da segmenti che sembrano proiettarsi verso un futuro possibile, oppure invertendo il punto di vista metaforico, che partono da un passato, quello che valse al nostro sito l’appellativo di Bel Sito nel corso della storia”.

Pensare il futuro guardando al passato – conclude Scala – non vuol dire proporre cose già fatte o adagiarsi in situazioni che sanno di statico, di inerzia, di non fare. Vuol dire invece pensare ad un futuro realizzabile, calzato sulle reali esigenze della comunità locale e soprattutto un tipo di futuro che possa autoalimentarsi nel corso dei decenni, prescindendo da amministratori e amministrazioni. Un futuro che dia di nuovo un senso al toponimo di Bel Sito”.

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