Se sentirsi dire cosa fare può risultare per alcuni versi umiliante, ciò è sicuramente limitante. La liturgia della Parola della VI Domenica ci richiama all’importanza dell’osservanza dei precetti del Signore, una legge che è lungi, però, dall’essere limitante. Nel suo cammino di crescita l’uomo desidera sempre più poter dire e fare ciò che gli piace. È il classico esempio dell’adolescente, e non solo, che dice: “sono libero e grande. Faccio quello che voglio!”. Ma siamo proprio sicuri che essere liberi e grandi significhi fare ciò che si vuole?
Gesù, nel vangelo odierno, afferma che chi osserva ed insegna i precetti sarà considerato “grande”. Partendo da questa affermazione non possiamo non menzionare una piaga dilagante della nostra società, una piaga che colpisce sempre più giovani e, il più delle volte, provenienti da famiglie di tutto rispetto. Questi bulli, che si identificano col termine di “maranza”, gridano al mondo, con la loro vita senza regole, un grande disagio relazionale. Sono così “piccoli” che l’unico modo per attirare l’attenzione è fare danni, violare le regole, negare la libertà di civiltà a chi si sforza di rendere questo mondo migliore.
È chiaro che il loro, oltre ad essere un disagio per sé e per la società, è un aver dimenticato (lungi dal dire che i genitori non gli abbiano dato delle regole) che vivere insieme comporta inevitabilmente l’osservanza di alcune leggi, che la vera libertà nasce nel rispetto dell’altro e termine quando inizia la libertà altrui. Un popolo, infatti, può definirsi tale se ha in comune una Carta Costituzionale, una regola di vita uguale per tutti.
Le leggi, dunque, non limitano l’uomo, bensì lo custodiscono, lo identificano, lo amano, gli permettono di manifestare il massimo del loro potenziale. Un esempio non tanto nobile, ma che arriva subito al dunque, è il negare al bambino la cioccolata perché a mal di pancia.
Il NO del genitore è un limitare il bambino o un custodirlo? Alla scontata risposta equivale anche il commando del Signore. Vivere osservando la legge, e non solo “di facciata” ci permette realmente di rendere questo mondo migliore.
Diamo volto a questa Parola, impegniamoci ad analizzare la nostra quotidianità e comprendiamo dove fatichiamo. Fosse solo, ad esempio, nell’impegnarci a fare bene la raccolta differenziata. Io voglio fare la mia parte…e tu?