Max Verstappen era dietro oltre 100 punti ma ha portato il Mondiale all’ultima gara e alla fine ha ridotto il gap solo a 2 punti. Basterebbe questo a far capire quanto sia stato e sia autentico mattatore della Formula 1 di questi anni. Classe 1997, olandese figlio d’arte, si è laureato campione per la prima volta nel 2021 e non ha più smesso fino ad oggi. 4 mondiali consecutivi che hanno consacrato ancor di più la Red Bull come regina della Formula 1. I genitori erano entrambi piloti. Lui nel 2016 è diventato il più giovane pilota ad aver vinto una gara del campionato del mondo di Formula 1 (a soli 18 anni e sei mesi) e nel 2022 è diventato il pilota con più vittorie in una stagione (15), superando il precedente record di 13, appartenente a Michael Schumacher e Sebastian Vettel.
Lando Norris ha fermato il suo dominio vincendo il titolo a 26 anni. Una gavetta che è partita nel 2018 con la McLaren e che si è consolidata col successo più bello. Il britannico ha saputo aspettare, lavorare ed emergere come avversario di Verstappen strappando la concorrenza alla Ferrari.
La Rossa, infatti, non è riuscita negli anni ad essere sul pezzo, neanche con armi del calibro di Leclerc ed Hamilton. Nell’ultima competizione per i due piloti in tuta rossa sono arrivati, rispettivamente, un quinto ed un sesto posto, mentre in classifica Costruttori è arrivato solo un quarto posto. Ad alzare il trofeo, anche in questo caso, la McLaren che, grazie ai piloti Norris e Piastri e al direttore italiano Andrea Stella, è ritornata a vincere il titolo per la prima volta dal 1998 nel 2024 facendo il bis poi quest’anno.
I ricordi fanno emozionare ma i dati recenti della Rossa fanno rabbrividire. Ultimo mondiale piloti vinto nel 2007 con Kimi Raikkonen, mentre l’ultimo mondiale Costruttori invece risale al 2008. Eppure la Ferrari in Formula 1 c’è dall’anno zero ed è la scuderia con il record di vittorie in entrambe le classifiche (15 volte il titolo piloti e 16 quello costruttori).
Ma perchè, quindi, la Ferrari non vince più? Secondo gli esperti le cause sono tante. Prima di tutto, una instabilità tecnica e dirigenziale che invece è arma di punta per le temibili avversarie di questa epoca (Mercedes, Red Bull e McLaren): dal 2008 ad oggi si sono susseguiti 5 team principal. E poi la struttura meccanica della monoposto, continuamente ancora inferiore alle altre. La Rossa resta l’emblema della Formula 1, sicuramente una storia d’amore difficile da spezzare con i tifosi di tutto il mondo. Ci sarà ancora da lavorare, però, per ritornare ai vecchi fasti. Ora ci sono nuovi eroi.