Terrore a Napoli: trovato un kalashnikov sotto un’auto, è la quinta stesa in sette giorni nei Quartieri Spagnoli

I fatti sono successi in zona Montesanto

di Fabio Iuorio

Paura a Montesanto a Napoli, dove un giovane vestito completamente di nero e con il volto coperto da un cappuccio si aggira minaccioso impugnando un fucile d’assalto tra i passanti terrorizzati, proprio nei pressi della stazione della Cumana: scene immortalate nei video che da ieri sera circolano sui social, in particolare su TikTok.

Quel mitra, un potente Ak-47, viene ritrovato e sequestrato dagli agenti della Polizia di Stato poco dopo, nascosto sotto un’auto in sosta a pochi passi dal luogo del raid, a brevissima distanza di tempo da quella che è, a tutti gli effetti, la quinta “stesa” messa a segno nei Quartieri Spagnoli nell’arco di una sola settimana.

Secondo le prime ricostruzioni, alcuni individui in sella a una moto avrebbero esploso colpi d’arma da fuoco in aria, scatenando il panico generale: chi si trovava in strada a quell’ora si è dato alla fuga, cercando riparo dentro la stazione ferroviaria o nascondendosi dietro le vetture parcheggiate pur di non essere colpito.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della Scientifica, della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato Dante, che però non hanno rinvenuto alcun bossolo sul selciato: un dettaglio non da poco, che spinge gli investigatori a ipotizzare l’utilizzo di un revolver, arma che non espelle i bossoli, oppure di una semplice pistola a salve, con il solo obiettivo di lanciare l’ennesimo segnale di prepotenza e di controllo sul territorio.

La dinamica di quanto accaduto a Montesanto è adesso al vaglio degli inquirenti, impegnati ad analizzare i filmati rimbalzati in rete: in uno dei video si vede chiaramente il giovane incappucciato muoversi con fare di sfida nella piazzetta antistante la fermata della Cumana, quasi alla ricerca di qualcuno tra la folla, prima che alcuni passanti, con un coraggio non da poco, si avvicinino a convincerlo a desistere, spingendolo infine ad allontanarsi. La sezione balistica della Polizia analizzerà ora il Kalashnikov per risalire alla sua provenienza e verificare se sia già stato impiegato in altri recenti fatti di sangue, mentre resta ancora da chiarire se il giovane armato facesse parte dello stesso commando che ha eseguito la stesa oppure se fosse sceso in strada pronto a rispondere al fuoco dei rivali.

Le indagini si concentrano ormai su un vero e proprio scontro in atto nel mondo criminale del centro storico, dove a contendersi lo spazio sono tre diverse “baby paranze” composte da giovanissimi: i gruppi dei Quartieri Spagnoli, quello del Pallonetto di Santa Lucia e quello della zona di Montesanto. Le frizioni, nate e alimentate spesso da provocazioni lanciate sui social network, sono poi deflagrate in strada, e negli ultimi sei episodi soltanto il caso ha evitato che ci fossero vittime tra i passanti innocenti: l’attenzione delle forze dell’ordine sul fenomeno, già alta, è ora diventata massima dopo questa preoccupante escalation

Quello di Montesanto non è un episodio isolato, da anni i Quartieri Spagnoli, il Pallonetto di Santa Lucia e le zone limitrofe del centro storico convivono con gruppi di giovanissimi, in molti casi ancora minorenni, organizzati in vere e proprie “baby paranze” che replicano in scala ridotta le logiche della criminalità organizzata adulta: gerarchie interne, controllo del territorio, regolamento dei conti attraverso le stese. A caratterizzare questa nuova generazione di violenza è soprattutto l’uso spregiudicato dei social network, dove le imprese armate vengono filmate e condivise in tempo reale, trasformando l’intimidazione in una vetrina di affermazione personale.

In serata è intervenuto anche il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, esprimendo profonda preoccupazione per quanto accaduto: “Ogni atto di violenza che mette in pericolo l’incolumità dei cittadini e turba la serenità della vita quotidiana richiede una risposta ferma e immediata dello Stato“. Il Prefetto ha poi voluto lanciare un messaggio di fiducia alla cittadinanza: “Sono certo che l’azione sinergica della Magistratura, delle Forze di polizia e di tutte le istituzioni consentirà di fare piena luce sull’accaduto e di assicurare i responsabili alla giustizia. Napoli non può e non deve essere ostaggio della violenza criminale“. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, proseguono per risalire agli autori della stesa e accertare l’esatta provenienza del kalashnikov sequestrato.

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