Dalle prime luci dell’alba i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno eseguito una misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA partenopea, a carico di 16 persone ritenute vicine al clan Mazzarella. Sono gravemente indiziate di associazione per delinquere, frode informatica e accesso abusivo a sistemi informativi, detenzione abusiva di armi. Reati aggravati dalle finalità mafiose.
Documentate truffe mediante attività di phishing, vishing e la clonazione di siti di istituti di credito. Il clan aveva istituito una vera e propria centrale delle truffe capace di incassare anche 300000 euro al giorno. La rete criminale attivata funzionava tra Italia e Spagna ed era gestita anche con l’aiuto del clan dei Licciardi che, secondo quanto risultato dalle indagini, aveva fornito all’altro gruppo camorristico un hacker di 25 anni esperto proprio nel “bucare” i conti correnti e gestire il dark web. Per il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, l’operazione appena conclusa conferma quanto ormai anche le mafie, e la camorra in particolare, siano evolute e capaci di trovare ricavi criminali anche attraverso le nuove frontiere tecnologiche.

