All’Istituto Comprensivo Statale “Michelangelo Augusto” di Bagnoli, quartiere occidentale di Napoli, cresce la preoccupazione tra le famiglie per alcuni episodi avvenuti all’interno della scuola. Secondo quanto segnalato dai genitori, infatti, alcuni alunni sarebbero stati trovati in possesso di oggetti pericolosi negli zaini. La vicenda è emersa attraverso le denunce di un gruppo di famiglie disperate, padri e madri che hanno aspettato, segnalato, scritto, atteso risposte e invece si sono trovati davanti a un muro. Hanno documentato tutto: fotografie degli oggetti sequestrati, schermate di messaggi con gli insegnanti, comunicazioni formali alla dirigenza. Il materiale raccolto non lascia spazio a interpretazioni: in classe sono stati rinvenuti un lungo coltello da cucina e un taglierino, entrambi occultati dentro uno zaino da scuola. E non è tutto. Uno degli alunni ha morso profondamente al braccio un compagno, lasciandogli un segno che va ben oltre il fisico.
I genitori hanno chiesto un intervento urgente al deputato Francesco Emilio Borrelli, di Alleanza Verdi-Sinistra, che ha riportato tutti i fatti sul proprio canale Facebook rendendo pubblica la situazione. La dirigenza scolastica avrebbe assicurato di aver trasmesso tutto alle forze dell’ordine entro 48 ore ma le famiglie aspettano ancora. Nessun riscontro dai Carabinieri, nessuna risposta dalla Polizia e le condotte pericolose continuano.
Tra le storie che fanno più male c’è quella di un bambino cardiopatico, operato a soli sei mesi con un intervento a cuore aperto. Un percorso di vita già segnato da una fragilità enorme, una famiglia che ha combattuto battaglie che la maggior parte di noi non riesce nemmeno a immaginare. Ebbene, questo bambino oggi va a scuola con l’ansia addosso. Non l’ansia del compito in classe, non quella del colloquio con la maestra ma l’ansia di chi teme, di chi percepisce il pericolo, di chi non dovrebbe sentirsi così a sette, otto, nove anni.
Borrelli ha preso in mano la questione con il tono di chi conosce bene la delicatezza del territorio su cui si muove: “Siamo davanti a una vicenda delicatissima che richiede la massima cautela e sensibilità, trattandosi di dinamiche che coinvolgono un minore con accertate complessità e patologie personali“. Parole giuste, necessarie. La comprensione per il disagio non può però diventare il paravento dietro cui si nasconde l’inerzia. “La tutela della salute psicofisica e dell’incolumità di tutti i bambini e del personale scolastico deve essere la priorità assoluta di chi dirige l’istituto. Non è tollerabile che degli alunni vadano a scuola nel terrore o che vengano introdotti liberamente oggetti atti ad offendere“.
Il tema qui non è punire un bambino in difficoltà ma capire che intorno a quel bambino ci sono altri bambini, altrettanto fragili, altrettanto bisognosi di protezione. E una scuola che non riesce a garantire la sicurezza fisica dei suoi alunni ha fallito nel compito più elementare che le è stato affidato. Borrelli ha annunciato l’attivazione immediata di tutti i canali istituzionali disponibili (l’Ufficio Scolastico Regionale, la verifica sullo stato delle segnalazioni alle autorità giudiziarie) e ha chiesto che l’IC “Michelangelo Augusto” riceva il sostegno ispettivo e sociale necessario per affrontare quella che ormai ha tutti i connotati di un’emergenza. Parola grossa? Forse. Ma quando si parla di coltelli in uno zaino e di bambini che hanno gli attacchi di panico prima di entrare in classe, la parola emergenza è quella giusta.
Napoli, si sa, non è una città facile. I suoi quartieri portano addosso storie pesanti, contraddizioni profonde, ferite aperte. Bagnoli in particolare ha attraversato decenni di promesse non mantenute, di riconversioni annunciate e mai completate, di un futuro che continua a essere rimandato. Ma questo non può diventare una giustificazione. Non può essere la risposta che diamo a quei genitori che ogni mattina guardano i propri figli varcare il cancello di scuola con la speranza che tornino a casa interi.