“FEARERS”: il romanzo di Nicola De Falco intriga, emoziona e insegna molto

Vittorio Paolino Pasciari Vittorio Paolino Pasciari10 Giugno 20236 min

Opere di autori divenuti veri e propri fenomeni letterari e soprattutto di autori emergenti provenienti dalla nostra regione Campania sono stati segnalati dalla nostra testata come vere e proprie rivelazioni contemporanee da riscoprire per chi ancora crede e sostiene la cultura vera in una realtà in degrado totale. E se il tema affrontato è uno degli elementi più rilevanti del nostro tragico presente che, purtroppo e soprattutto, colpisce in particolare i giovani, diventa un dovere ascoltare l’impegno di chi ancora mostra di conservare una mente acuta e un cuore aperto cresciuto con le pagine da sfogliare.

CENNI BIOGRAFICI Lo scrittore Nicola de Falco nasce nel 1993 a Nola (NA), città dove vive tuttora. Da sempre votato alla creatività, dopo le scuole superiori consegue la laurea in architettura e design industriale, grazie alla quale prenderà subito a lavorare nell’azienda edile di famiglia con il ruolo di progettista. Adora spendere il tempo libero praticando sport, leggendo e percorrendo lunghe tratte in moto. Fin dalla giovane età si dedica alla creazione di storie, principalmente racconti fantasy, e con il romanzo generazionale a sfondo fantasy Fearers segna il suo esordio nella pubblicazione per l’editore veneto Altromondo.

TRAMA Jackson “Jax” Growth è un ragazzo di tredici anni che viene ammesso alla A.E.S., una prestigiosa scuola elitaria che ogni anno raccoglie i ragazzi più dotati della loro generazione. Jax è molto turbato da questo cambiamento improvviso nella sua giovane esistenza: il ragazzino ha sempre avuto paura e solo il sostegno del fratello maggiore Darren gli ha permesso di accusare il colpo accolto con fin troppo entusiasmo ed alte aspettative dai suoi genitori. Una volta giunto all’istituto, Jax fa amicizia con un gruppo di coetanei con cui presto forma un piccolo e affiatato gruppo di studio. L’amicizia inaspettata sembra portare una ventata di speranza nella vita scolastica del giovane Growth, ma presto egli scopre accidentalmente di possedere dei poteri sovrannaturali mai mostrati prima. La scoperta risulta ancora più sorprendente quando altri dodici studenti, fra cui alcuni amici di Jax, scoprono di avere gli stessi poteri. Notati e sostenuti da uno dei docenti, anche lui in possesso dei poteri, Jax e i suoi amici decidono di fondare la “Sezione E”, un club privato e segreto in cui possono allenarsi e perfezionarsi nell’utilizzo dei loro doni speciali. Lo sbigottimento cede presto il posto all’entusiasmo e le cose vanno per il meglio, tra la nascita di nuove amicizie e primi amori. Ma sui giovani dotati aleggia una presenza oscura che presto li esporrà a pericoli e traumi difficili da superare.

ANALISI  In una scrittura scorrevole che predilige uno stile descrittivo – descrizioni in terza persona con pochi ma non meno rilevanti dialoghi – viene scandita la trama che fin dall’inizio mostra la sua adesione al romanzo generazionale: il giovanissimo protagonista è il tipico adolescente insicuro che si trova a dover affrontare una realtà scolastica all’ombra di un’eredità difficile da eguagliare. Se le premesse sembrano incrementare il senso di insicurezza, quasi subito si presenta il sostegno di nuove conoscenze che preannunciano inaspettate amicizie pronte a germogliare.

Tutta la prima metà della storia si occupa di delineare i caratteri dei personaggi, studenti e docenti, e la rivelazione dell’elemento fantasy (i poteri e la loro natura) risveglia e fa sorridere il cuore dei lettori cresciuti nel mondo di Hogwarts, fino a stuzzicare i cultori dei Classici Marvel e DC (super-poteri e super-problemi, paura e coraggio). La progressiva scoperta dei doni speciali conduce ad uno sbocco horror che si rivela un degno omaggio ai perdenti fortunati di Derry.

Il colpo di scena finale è la conclusione perfetta di un piccolo gioiellino che, per citazioni e riferimenti perfettamente inseriti in una trama intrigante, colpisce lettori e cultori dalla mente acuta e dal cuore aperto forgiati dai Classici e soprattutto molto ha da insegnare ai giovani mai come adesso consumati dalla paura in una realtà sempre più priva di certezze.

“Le parole sono le armi più potenti del mondo se usate correttamente.
Non abbiate paura di mettere a nudo le vostre fragilità,
apritevi e vedrete che la vostra forza di volontà sarà in grado
di trasformare ogni vostra debolezza in un grandissimo punto di forza”.

PAURA, VOLONTÀ, CRESCITA  Il titolo stesso (dall’inglese to fear “temere / avere paura”) del romanzo lascia intendere il tema centrale qui affrontato: le paure più comuni che caratterizzano l’adolescenza, come riconoscerle, accettarle, affrontarle e superarle imparando la volontà di crescere grazie al sostegno di famiglia, amicizia, cultura. La paura è un elemento naturale del nostro essere è pertanto rinnegarla è un errore che da troppi secoli segna la nostra misera civiltà che vuole primeggiare in tutto ma che mai potrà cancellare la sua piccolezza palesemente resa manifesta dall’ignoranza, dalla rabbia e dalla follia dominanti nel nostro presente.

Se accettata fin da subito, la paura può rivelarsi una preziosa fonte di crescita grazie ad un altro elemento presente nella nostra mente, ovvero la volontà di superarla (NON RINNEGARLA!) che si può facilmente ritrovare grazie al sostegno di familiari degni di questo ruolo, di amici veri perché ti accettano per come sei, e di un’istruzione che non mira soltanto ai voti ma che soprattutto ti insegna a credere in te trasformando debolezze in risorse incredibili.

Gli anni della pandemia, il flagello della follia bellica, una crisi climatica che denuncia gli abusi dell’uomo sulla Natura, una società civile solo di nome avvelenata dal profitto che nutre solo lo stomaco rinnegando mente e cuore con un’overdose di tecnologia abusata… Questi e molti altri fattori contribuiscono a indebolire soprattutto i giovani, ovvero i protagonisti di quella fase della vita umana più fragile e allo stesso tempo più ricca di potenzialità da scoprire, privando questi ultimi di certezze e speranze e riducendoli a prede inermi di fobie che consumano fino alla morte.

La preparazione dell’autore sui generi letterari di riferimento e sul tema sociale delle fobie adolescenziali emerge chiara dai riferimenti letterari e dalle descrizioni delle paure dei giovani protagonisti, e la suggestione del contesto rende le lezioni ancora più accattivanti considerando il boom del genere fantasy nei tempi odierni (chi ancora lo ritiene un genere per soli bambini non è mai cresciuto in una giovinezza che va vissuta!).

Non resta che acquistare il testo (su Amazon sin da ora) e lasciarsi guidare in una storia che molto ha da insegnare a giovani e adulti.

CAMPANIA DA SFOGLIARE.

DA LEGGERE.

Vittorio Paolino Pasciari

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.

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