La visita di Giuseppe Conte a Nola è stata un’occasione per discutere del presente e del futuro del Paese, partendo dai problemi concreti delle comunità e dal rapporto tra cittadini e istituzioni. Venerdì 16 ottobre, alle ore 19, il Teatro Umberto ha ospitato l’incontro “L’Italia che vogliamo – Dialoghi sul Paese che cambia e sul futuro da costruire”, un appuntamento dedicato ad alcuni dei temi più rilevanti del dibattito pubblico.
A parlarne è stato Crescenzo Muto, commercialista dell’Area Nolana e candidato del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali della Campania del 2025, che richiama l’importanza della partecipazione e del confronto aperto, al di là delle appartenenze politiche.
Dottor Muto, Giuseppe Conte arriva a Nola in un momento in cui il dibattito pubblico è attraversato da questioni sociali ed economiche importanti. Qual è il significato di questo appuntamento?
Credo che sia stata innanzitutto un’occasione per ritrovarsi, confrontare idee e discutere delle sfide che attraversano il Paese e che riguardano da vicino anche il nostro territorio. Abbiamo bisogno di luoghi in cui le persone possano esprimersi, porre domande e sentirsi parte della vita pubblica. La partecipazione non deve essere soltanto uno slogan, ma una pratica quotidiana.
Il titolo dell’iniziativa è “L’Italia che vogliamo”. Quali sono, secondo lei, le priorità da cui ripartire?
Dobbiamo ripartire dai bisogni delle persone: il lavoro, la qualità dei servizi pubblici, il costo della vita, la tutela dei diritti e le opportunità per le nuove generazioni. È necessario interrogarsi su quale società vogliamo costruire e su come rendere le istituzioni più vicine ai cittadini. Le risposte devono essere concrete e misurabili, perché le persone hanno bisogno di vedere risultati nella vita di tutti i giorni.
Tra i temi in programma figurano partecipazione, Costituzione e diritti, sicurezza, disuguaglianze e sanità pubblica. Perché è importante affrontarli insieme?
Perché sono questioni strettamente collegate. La sicurezza, ad esempio, non riguarda soltanto la tutela delle persone, ma anche la qualità degli spazi pubblici, i servizi e le condizioni sociali. Allo stesso modo, parlare di diritti significa interrogarsi sulle opportunità effettive che ciascuno ha di studiare, lavorare e curarsi. Sono temi che richiedono confronto, competenza e capacità di ascolto.
Da professionista che opera nel mondo economico, quale attenzione ritiene debba essere riservata alle famiglie e alle imprese?
Le difficoltà economiche delle famiglie e le sfide affrontate da professionisti e imprese meritano attenzione costante. Burocrazia, costi di gestione e incertezza possono pesare sulle attività produttive, soprattutto su quelle di dimensioni più piccole. Servono politiche comprensibili, servizi efficienti e condizioni che permettano alle imprese di lavorare e creare occupazione. Allo stesso tempo, bisogna tutelare chi è in difficoltà e contrastare le disuguaglianze.
La sanità pubblica tra gli argomenti del confronto al Teatro Umberto. Quali sono le questioni che ritiene più urgenti?
La possibilità di accedere alle cure in tempi ragionevoli è una questione fondamentale. Le liste d’attesa, la medicina territoriale e l’assistenza alle persone fragili sono temi che incidono direttamente sulla vita delle famiglie. Il servizio sanitario pubblico deve essere in grado di rispondere ai bisogni delle persone, senza che le condizioni economiche diventino un ostacolo all’accesso alle prestazioni.
Quanto è importante che un appuntamento nazionale come quello con Giuseppe Conte coinvolga anche la realtà locale?
È fondamentale. Le questioni nazionali assumono un significato concreto quando vengono messe in relazione con ciò che accade nelle nostre città. L’Area Nolana ha esigenze specifiche in materia di servizi, mobilità, ambiente, lavoro e sviluppo economico. Il confronto deve servire anche a far emergere queste necessità e a favorire un dialogo costante tra comunità e istituzioni.
Che cosa si sente di dire ai cittadini che guardano alla politica con diffidenza?
Il mio invito è a partecipare liberamente, senza pregiudizi e senza sentirsi obbligati a condividere ogni posizione. Un incontro pubblico è utile quando permette di ascoltare, fare domande e confrontare opinioni diverse. La democrazia vive anche della capacità di discutere con rispetto e di affrontare i problemi senza rinunciare al dialogo.
In conclusione, quale messaggio dovrebbe lasciare questa giornata a Nola?
Mi auguro che possa rappresentare soprattutto un’occasione di confronto e di ascolto. Abbiamo bisogno di riportare al centro le persone, le loro difficoltà e le loro aspettative. Il futuro si costruisce attraverso la partecipazione, la responsabilità e la capacità di trasformare le idee in proposte concrete. È da qui che può ripartire un rapporto più diretto tra cittadini e istituzioni.