“Lo specchio degli occhi”: l’emozionante film di Giacomo Simonelli con la canzone di Alixia

Milena Liberti Milena Liberti14 Febbraio 20242 min

Sabato 10 febbraio, al museo archeologico di Nola, è stato proiettato il film “Lo specchio degli occhi” per la regia di Giacomo Simonelli, aiuto regista e montaggio Giacomo Peluso. Alcuni attori, tutti presentati in cartellone, provengono dalla compagnia teatrale di Antonio Esposito Pipariello, che ha ereditato la passione del padre per il teatro. Non a caso, il Direttore del museo Giacomo Franzese, nel saluto iniziale, ha sottolineato che il museo, grazie alla passione di Antonio Esposito Pipariello, passa dalle rassegne teatrali estive (molto interessanti, aggiungiamo noi), alla proiezione di lungometraggi nel periodo invernale. E siamo d’accordo col Direttore che il museo deve essere un luogo per accogliere le professionalità emergenti e per diffondere cultura.

Ed è proprio una professionalità emergente, il professore di scienze motorie Giacomo Simonelli, a realizzare, in collaborazione col suo collega Giacomo Peluso, un lungometraggio interessante e profondo. Questa la sinossi: una storia d’amore tra due giovani che si sposano ma dopo qualche anno inizia la crisi matrimoniale e la successiva separazione. Il film finisce a lieto fine, cosa che non succede sempre nella vita. La proiezione mette in evidenza le problematiche dell’uomo nel momento della separazione, che deve lasciare il tetto coniugale, allontanarsi dai figli perché costretto a vederli secondo una scadenza definita dai giudici e che, qualche volta, come nel film, perde anche il lavoro perché cade in un buco nero. Nel film viene altresì evidenziato il disagio e la rabbia della figlia che suo malgrado deve affrontare una nuova situazione.

Molto significativi i silenzi che parlano più di ogni altro dialogo, le espressioni più intime dell’anima avvilita che Giacomo Peluso ha saputo cogliere con la sua macchina da presa. Il film potrebbe dare spunti ad ampi dibattiti sulle problematiche familiari, non a caso alla fine è intervenuta l’avvocato Giuditta Simonetti, matrimonialista ed esperta in diritto di famiglia.

La colonna sonora del film è curata dal maestro Giacomo Ferrara, mentre la canzone inziale, “Una notte d’inverno”, è cantata e scritta da una ragazza al suo esordio, giovanissima, Alessia del Giudice, in arte Alixia. Studentessa universitaria col sogno nel cassetto di diventare famosa e perché e di arrivare a Sanremo, la cantautrice Alixia ha scritto la sua prima canzone a 13 anni ed è stata stimolata a continuare. In occasione della proiezione ha aperto la serata appunto con “Una Notte d’inverno”, musicata dal maestro Giacomo Ferrara e dalla stessa Alixia. La giovane cantautautrice ha dato prova della sua bravura, cantando con una voce dolce, chiara e potente. Quando abbiamo parlato mi ha commosso il suo entusiasmo e mi ha fatto venire in mente la canzone di Vecchioni “Sogna ragazzo sogna”. Ed è quello che diciamo anche noi ad Alixia: sogna, perché hai la stoffa per crederci!

Milena Liberti

Milena Liberti

Nata a Nola nel 1959, la passione per il mondo del cinema e della recitazione l'ha accompagnata da sempre e così, in pensione dal 1° settembre 22, decide di dedicare il suo tempo alle recensioni di film e alla recitazione. Va a cinema tre o quattro volte a settimana ma ha trovato anche il tempo di iscriversi all’Università del Cinema di Acerra e recitare in una compagnia teatrale amatoriale. La sua esperienza lavorativa in qualità di docente di educazione fisica è iniziata nel 1979. Partita per Milano, a luglio ha conseguito il diploma ISEF con 110/lode e ad ottobre era già docente a tempo indeterminato. Nel 2002 si laurea a Verona in scienze motorie e collabora con l’Università allo studio della qualità di vita degli anziani in relazione allo sport. Ha inoltre conseguito due master: uno in "Tecnologie dell’Istruzione” e un altro in “Il dirigente scolastico nella scuola dell’autonomia”. Nel 2011 ha partecipato al concorso di dirigente scolastica, superandolo e venendo chiamata a dirigere l’istituto comprensivo di Cattolica, diventando l’unica preside della cittadina. Ma come ci insegna il bellissimo film “Nostalgia” di Mario Martone, il richiamo alle radici è forte e non si può ignorare. Perciò finisce la mia carriera di Dirigente Scolastica a Gaeta, dopo aver trascorso tre anni a Fiuggi, all’Istituto Alberghiero “Buonarroti” . Ora una nuova fase della vita tra cinema e scrittura.

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