Violenza alla Guardia Medica di Palma Campania: lo denuncia l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate.
Una richiesta di prescrizione negata per motivi clinici si è trasformata in un vero e proprio raid di violenza e intimidazione all’interno di una sede di continuità assistenziale (guardia medica). È quanto denunciato dai sanitari coinvolti in un episodio avvenuto nei giorni scorsi nel comune vesuviano.
Tutto sarebbe iniziato intorno alle 22:15, quando un paziente, presentatosi nella struttura sanitaria, avrebbe pretendeso la prescrizione di Tramadolo (un farmaco analgesico a base oppioide) per una presunta lombosciatalgia, adducendo come motivazione un consiglio ricevuto via chat dal proprio medico curante.
Il medico di turno — un’anestesista — ha fermamente rifiutato la prescrizione, sia per la totale assenza di documentazione clinica a supporto, sia per la profonda conoscenza degli effetti collaterali e dei rischi legati al farmaco, proponendo contestualmente una terapia alternativa e appropriata. Di fronte al rifiuto del medico, che non riteneva la cura richiesta idonea né sicura, il paziente ha abbandonato la struttura.
Circa un’ora dopo, il paziente è tornato nella sede della guardia medica accompagnato dal fratello maggiore e dalla madre. Con toni minacciosi, il gruppo ha preteso il farmaco rivendicando un presunto diritto legato al pagamento delle tasse. Al nuovo e inevitabile rifiuto opposto anche dalla collega presente in turno, la situazione è degenerata in violenza fisica: la dottoressa e la guardia giurata in servizio sono state aggredite fisicamente. Per sottrarsi alla furia degli aggressori, la dottoressa è stata spinta a terra ed è stata costretta a rifugiarsi e a chiudersi a chiave in bagno fino all’arrivo dei Carabinieri. Anche dopo l’intervento delle forze dell’ordine, i responsabili non hanno interrotto le ostilità, continuando a inveire e a minacciare l’incolumità dei camici bianchi. Tra le offese rivolte ai medici, anche pesanti delegittimazioni professionali («vi siete comprati la laurea»).
I fatti sono stati formalmente verbalizzati e trasmessi alle autorità competenti, mentre le immagini e i referti medico-legali delle persone coinvolte documentano i traumi subiti durante il servizio.