“L’Inter mi ha salvato”. Ma ai nerazzurri Sandro Mazzola ha dato tanto indietro. Ha sposato la maglia, facendola diventare una seconda pelle. All’Inter ha dedicato tutta la vita, è stata la sua unica squadra. “Il Mago” Mazzola è scomparso oggi, a 83 anni. Con l’Inter ha raggiunto oltre 400 presenze fra il 1960 e il 1977. Nel primo derby entrò e fece gol dopo 13 secondi. Quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, il titolo di capocannoniere in Serie A (nel 1965 con 17 gol) e in Coppa dei campioni (7 gol nel 1964). Secondo nel Pallone d’Oro 1971, dietro a Johan Cruyff. E poi la Nazionale, la sua altra unica squadra. Con gli Azzurri è stato campione d’Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970, il mondiale il Messico, quello della finale persa contro il Brasile di Pelè. Uno dei signori del calcio italiano, probabilmente un predestinato visto che il papà era il famoso Valentino, capitano di quel Torino spazzato via drammaticamente dall’incidente aereo di Superga. Per tutta la vita ha avuto uno speciale legame con quel papà che ha lasciato a soli 6 anni e per tutta la carriera, in un certo senso, ha pensato un po’ anche a dimostrare di essere un campione non solo perchè “figlio di”. Ce l’ha fatta, alla grande. Il calcio italiano perde un protagonista di statura immensa.
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