All’età di 79 anni è morto Beppe Savoldi. Uno degli attaccanti più rappresentativi del calcio italiano degli anni Settanta, autore di 168 reti in Serie A, nel 1973 ha conquistato anche il titolo di capocannoniere. Bergamasco, icona del calcio di quell’epoca, è ricordato soprattutto per le sue esperienze di attaccante di Napoli, Atalanta e Bologna.
Conosciuto anche come “Beppe Gol”, il suo nome era legato anche ad un particolare soprannome: “Mister due miliardi”. La spiegazione è semplice. Il valore economico del suo trasferimento al Napoli, in quell’epoca considerato davvero faraonico, viene spesso ricordato ancora oggi come un punto di svolta per il calcio italiano, non abituato a cifre di questo tipo.
Il soprannome “Mister due miliardi”, nello specifico, nasce nel 1975, anno in cui il Napoli lo acquistò dal Bologna per, appunto, circa 2 miliardi delle vecchie lire. Il presidente Corrado Ferlaino chiuse il colpo l’ultimo giorno di mercato: un miliardo e 400 milioni più Clerici e la comproprietà di Rampanti fu l’offerta finale. Già nel 1952 la società napoletana aveva acquistato dall’Atalanta Hasse Jeppson per la cifra record di 105 milioni ma mai si era spinta fino a questo esborso.
In generale, il calcio italiano non si era mai fatto segnalare per acquisti così onerosi. L’operazione valse al calciatore anche il soprannome di “O banco ‘e Napule” (“Il Banco di Napoli”, ndr). Nel calcio italiano, soprattutto nel mondo del Napoli, non si parlò di un trasferimento così altisonante fino al 1984: al “San Paolo” arrivò Diego Armando Maradona per 13 miliardi di lire.