Quando è nata la pizza?

Redazione Zerottouno News Redazione Zerottouno News20 Febbraio 20242 min

La pizza è forse l’alimento più famoso a livello mondiale. Ci sono tanti tipi di pasta, infatti, ma la pizza la ritroviamo in ogni Paese nonostante le sue modificazioni. Ma dov’è nata?

Partiamo dal nome. L’etimologia del sostantivo pizza è dibattuta. Esistono varie ipotesi, tra cui la derivazione da pizzo. Altre ipotesi sono che derivi da picea (placenta) come calco del greco antico o pítta nel senso di “pece”. Si è pensato anche a una derivazione dal germanico dell’alto tedesco d’Italia bĭzzo-pĭzzo (da cui anche in tedesco moderno Bissen: “boccone”, “pezzo di pane”, “tozzo di focaccia”). La diffusa presenza, ancora oggi, in area mediterranea e balcanica del termine pita, induce alcuni studiosi a cercare nel greco píta l’origine dell’italiano pita, da cui poi pizza. Gli studiosi Franco Fanciullo e Pierpaolo Fornaro, infine, hanno proposto che pizza possa derivare dal greco antico apīcia, ovvero “focaccia all’Apicio”, dal nome dell’autore latino di ricette di cucina.

La pizza ha una storia lunga, complessa e per certi versi incerta. Secondo gli storici le prime attestazioni scritte della parola “pizza” risalgono al latino volgare della città di Gaeta nel 997. Un successivo documento del 31 gennaio 1201, presente presso la biblioteca della diocesi di Sulmona-Valva, riporta la parola “pizzas” ripetuta due volte. Già comunque nell’antichità focacce schiacciate, lievitate e non, erano diffuse presso gli Egizi e i Romani. Storicamente il napoletano Raffaele Esposito viene spesso indicato come il padre della pizza moderna. Secondo molti storici, infatti, la pizza come la conosciamo oggi nacque con Esposito che era il proprietario di una taverna di Napoli chiamata “Pizzeria di Pietro e basta così“, fondata nel 1780 da Pietro Colicchio. Secondo una nota versione, durante l’estate del 1889, Esposito venne convocato alla Reggia di Capodimonte da Margherita di Savoia, giunta a Napoli con il re Umberto I. In tale circostanza, Esposito preparò tre diverse pizze: la prima era a base di strutto, basilico, pecorino e pepe, la seconda conteneva pomodoro, alici, aglio, origano e olio mentre la terza (che sarebbe stata successivamente nominata Pizza Margherita) era a base di pomodoro, mozzarella e basilico per omaggiare il tricolore italiano.

Oggi la pizza è il secondo alimento più consumato del mondo, seguito dalla pasta, ed è la parola italiana più famosa, seguita da “ciao”. La pizza napoletana è l’unico tipo di pizza italiano riconosciuto in ambito nazionale ed europeo. Dal 4 febbraio 2010, infatti, è ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dell’Unione europea.

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