Chi è Al-Sisi?

Redazione Zerottouno News Redazione Zerottouno News19 Marzo 20243 min

Abdel Fattah al Sisi è il presidente dell’Egitto e, ad oggi, è una delle personalità politiche internazionali più importanti. Ma chi è davvero Al-Sisi e perchè è spesso al centro di discussioni per la compressione dei diritti umani?

Nato a Il Cairo il 19 novembre 1954, ha trascorso gran parte della sua vita all’interno dell’esercito egiziano, arrivando anche a ricoprire la carica di capo di stato maggiore che lo ha portato poi alla svolta nel 2014 e all’ingresso nel mondo della politica.

L’ingresso però ha origini più lontane. Il 2011, infatti, è un anno molto delicato per l’Egitto: a gennaio scoppiano i tumulti di piazza per la “primavera araba”, proteste che costringono l’allora presidente Hosni Mubarack alle dimissioni, con l’esercito che ha gestisce la prima fase di transizione. Le prime elezioni si svolgono nel 2012 e premiano il candidato dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi. Il neo presidente sostituisce subito il capo di stato maggiore ed elegge al suo posto proprio Al-Sisi. A partire dal mese di novembre del 2012, tuttavia, nasce dell’insofferenza verso le nuove politiche che erano state poste in atto dal presidente Morsi che comincia ad assumersi anche diversi poteri in campo giuridico. Dopo mesi di tensione sul fronte politico, il 30 giugno 2013 c’è il primo grande raduno di piazza contro Morsi in piazza Tahrir. Le proteste crescono a macchia d’olio e Al Sisi lancia un ultimatum di 48 ore a Morsi: in caso di mancate risposte al popolo egiziano, i militari lo avrebbero rimosso dal suo incarico. Il presidente rifiuta e i militari guidati da Al Sisi e comincia il colpo di Stato che porta Al-Sisi a diventare presidente. In questa nuova veste Al-Sisi comincia la repressione dei Fratelli Musulmani e, in generale, contro tutti i gruppi islamisti e jihadisti.

Il suo operato, ad oggi, è molto dibattuto in Europa ed in Occidente. Secondo alcuni è un presidente che è stato in grado di stabilizzare l’Egitto e modernizzarlo, secondo altri invece c’è stato un grande ridimensionamento in riferimento ai diritti umani. L’episodio più attenzionato è sicuramente il “caso Regeni”, giovane ricercatore italiano ucciso da non meglio precisati membri dei servizi egiziani nel 2016. Altro caso dibattuto è stato quello dello studente Patrick Zaki, imprigionato per anni con l’accusa di terrorismo e poi liberato.

Rieletto nel 2018, inoltre, Al Sisi ha fatto introdurre una norma costituzionale che ha prolungato il mandato presidenziale da 4 a 6 anni ed ha tolto la regola del divieto di ricandidatura dopo due mandati, permettendogli così di rimanere al potere eventualmente anche fino al 2030. Queste modifiche, nelle intenzioni annunciate dal presidente egiziane, dovrebbero servire a dare maggiore stabilità al paese e ad attuare le riforme messe in cantiere. Per i suoi detrattori, ovviamente, tutto ciò mostra una deriva autoritaria del suo potere.

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