“Cattiverie a domicilio”: un’intrigante commedia gialla contro i pregiudizi

Vittorio Paolino Pasciari Vittorio Paolino Pasciari28 Maggio 20246 min

Cattiverie a domicilio (Wicked Little Letters) è un film di genere commedia-giallo-storico del 2023 diretto da Thea Sharrock.

Il cast è formato da Olivia Colman (Edith Swan), Jessie Buckley (Rose Gooding), Anjana Vasan (agente Gladys Moss), Timothy Spall (Edward Swan), Joanna Scanlan (Ann), Gemma Jones (Victoria Swan), Malachi Kirby (Bill), Lolly Adefope (Kate), Eileen Atkins (Mabel) e Hugh Skinner (agente Pappaerwick), Paul Chahidi (Spedding), Alisha Weir (Nancy Gooding), Jason Watkins (sig. Scales), Tim Key (padre Ambrose) e Cyril Nri (giudice Maccleson).

Prodotto con un budget di circa 12,6 milioni di dollari ha ottenuto un incasso totale di circa 24.9 milioni risultando un buon successo al botteghino e la critica ha espresso pareri positivi: 80% di gradimento con punteggio 6,8/10 dall’aggregatore Rotten Tomatoes e voto 58/100 per 37 critiche sul sito Metacritic.

TRAMA Inghilterra, 1922. Nel villaggio di Littlehampton Edith Swan, una zitella che vive con gli anziani e bigotti genitori, comincia a ricevere oscure lettere anonime dai contenuti osceni e accusatori. Quando le oscure missive arrivano ad altre donne della piccola cittadina costiera i sospetti della polizia e dei cittadini ricadono su Rose Gooding, irlandese giovane madre vedova, nota per il suo carattere schietto e ribelle. Vittima dei pregiudizi e della superficialità delle forze dell’ordine, Rose viene arrestata e in attesa di subire un processo per diffamazione rischia una condanna ad un anno di lavori forzati che comporterebbe la perdita della custodia della figlia Nancy. La sola che sembra credere all’innocenza della giovane irlandese è l’agente Gladys Moss e quando i suoi sospetti risulteranno plausibili ella, con l’aiuto di Ann, Kate e Mabel, vicine di casa della Gooding desiderose di giustizia, decide di opporsi con determinazione ai pregiudizi e scagionare l’ennesima vittima dei pettegolezzi e dell’invidia di una società bigotta.

 

ANALISI L’azione scorre veloce e subito lo spettatore viene introdotto nel contesto di una realtà sociale dominata dal contrasto fra un represso bigottismo e una libertà schietta e indomita. Il tema della donna mortificata dal bieco maschilismo è il filtro, sfruttato in maniera impeccabile, per delineare i caratteri ed ottenere un intrigante mix di generi che spazia dal giallo all’inglese, alla commedia grottesca, fino al dramma psicologico. Le interpretazioni sono impeccabili e la trama vanta il sostegno di una scenografia suggestiva. La cooperazione femminile per scagionare un’innocente e scoprire il colpevole riserva momenti di irresistibile comicità ed il colpo di scena della deduzione finale è un emozionante preludio per ricordare che il vero colpevole spesso non è chi commette materialmente il crimine ma la stessa società malata che lo ha corrotto.

 

LA REGISTA La regista e direttrice artistica britannica Thea Sharrock è figlia di due giornalisti e fin dall’infanzia trascorsa in Kenya si avvicina alla recitazione. Dopo aver conseguito la laurea si avvicina alla causa di integrazione razziale e diventa assistente al Market Theatre di Johannesburg, luogo ben noto per il suo impegno contro l’apartheid. Al rientro in patria diventa assistente al Royal National Theatre e dal 2000 inizia a sfornare successi lavorativi culminando, a 24 anni, con la nomina a direttore artistico del Southwark Playhouse di Londra. Il suo primo lungometraggio per il grande schermo è del 2016, Io prima di te, dramma sentimentale sull’importanza della vita anche quando tutto sembra finito. Con Cattiverie a domicilio, suo terzo lungometraggio, la regista si conferma abile nell’affrontare temi sociali che hanno radici profonde nel passato e che sono ancora tristemente attuali.  

Gladys Moss

INVIDIA, PREGIUDIZI, RISCATTO Il personaggio che nel film ha il volto di una bravissima e determinata Anjana Vasan è ricordata per essere stata la prima agente di polizia donna nella storia del Sussex. L’idea di un agente di polizia donna – parole testuali della Vasan – era un concetto decisamente nuovo nell’Inghilterra di quegli anni, come in generale nuova doveva apparire l’idea di una donna istruita per un ruolo simile: “un immediato senso di tensione si avverte quando una donna si trova circondata da uomini che preferirebbero che stesse a casa a servire tè e a vedersela con sue consimili isteriche“.

Quando Johnny Sweet, sceneggiatore comico britannico, si trovò fra le mani una vicenda narrata attraverso una serie di lettere anonime oscene (Wicked Little Letters, “lettere malvagie”) risalente all’inizio degli anni ’20 dell’ormai passato XX secolo, per caso balenò nella sua mente l’idea che poi avrebbe ispirato il terzo lungometraggio della Sharrock. La possibilità – parole testuali di Sweet – di poter narrare una storia che trattasse in modo originale e divertente un tema di profondo significato, è diventata l’occasione per tessere, grazie ad una regia che punta sui caratteri e sul contesto delineati con un’ironia pungente e scorretta, una trama divertente e nel contempo profonda, sorprendente e moderatamente drammatica.

In una società che da secoli mortifica ogni legittimo e naturale tentativo di andare contro schemi ai limiti della repressione emotiva, in particolare per quanto riguarda il ruolo della donna, è tragicamente – per non dire pateticamente – naturale vedere gli effetti venefici che si manifestano nei pettegolezzi e nei pregiudizi a riflesso dalla rabbia che si consuma nell’invidia. Le vittime dei pregiudizi di una società dove la donna viene ancora mortificata da un genere maschile che non vuole maturare davvero, mostrano con spietata schiettezza che nulla appare cambiato se non in peggio dopo secoli di civiltà di sola apparenza. Un mix di generi vari sapientemente diretto e deliziosamente scorretto che può contare su interpretazioni impeccabili ed un’ironia amara, sottile, arguta e raffinata può insegnare molto e soprattutto fare da monito al cuore e alla mente rinnegati ma non ancora estinti che noi poveri epigoni di una realtà in degrado totale possiamo riscoprire grazie all’intrigante e mai scontato umorismo che caratterizza le commedie gialle di produzione britannica.

 

INTRIGANTE E DIVERTENTE, DA VEDERE.

Vittorio Paolino Pasciari

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.

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