La Striscia di Gaza è in piena emergenza. Questa volta non per le bombe ma per il maltempo. Le forti piogge degli ultimi giorni, infatti, hanno allagato Gaza e i campi nomadi degli sfollati, già messi a dura prova dal freddo e dai bombardamenti. Agli inviati del Corriere, gli operatori umanitari lì presenti parlano di “condizione disperata i cui effetti saranno ancora più tragici nei prossimi giorni a causa dell’umido e del freddo”. La Protezione Civile di Gaza ha spiegato che le inondazioni hanno colpito principalmente i palestinesi nel nord della Striscia, dove centinaia di migliaia di persone sono tornate dopo l’accordo di cessate il fuoco siglato tra Israele e Hamas. Disagi anche a Deir el-Balah, nella Striscia centrale che, assieme a Gaza City, è tra le zone più colpite dai pesanti bombardamenti.
Le organizzazioni umanitarie sollecitano l’invio di aiuti umanitari che dovrebbero essere consegnati a circa 260mila famiglie palestinesi per un totale di più di un milione e mezzo di abitanti ora a rischio. Dall’inizio del cessate il fuoco a Gaza di ottobre, gli aiuti umanitari sono stati limitati da Israele e l’accesso avviene ancora a singhiozzo. Inoltre, diverse testimonianze hanno riferito di continui bombardamenti nonostante la tregua. Anche in questo caso si contano ancora morti.