Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Sono i 4 nuovi “vescovi” svizzeri protagonisti di un vero e proprio caso in seno alla Chiesa di Roma. Un vero e proprio scisma dell’era moderna. I quattro, infatti, sono stati consacrati senza un mandato pontificio e contro la volontà di Papa Leone XIV. La celebrazione si è tenuta ad Écône ed ha portato ad una rottura chiara e drastica con la Chiesa “madre”.
Il 2 luglio il Dicastero per la Dottrina della Fede ha comunicato la scomunica dei 4 nuovi vescovi appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X. Il documento, secondo quanto raccontato da Avvenire, è stato firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero, e statuisce che il vescovo Alfonso de Galarreta, consacrando vescovi quattro presbiteri senza mandato pontificio, ha compiuto “un atto di natura scismatica”. Con lui sono andati incontro alla scomunica i quattro religiosi ma anche il vescovo Bernard Fellay, che ha partecipato alla celebrazione con il ruolo di conconsacrante.
Il seminario San Pio X di Écône, in Svizzera, è la casa storica del lefebvrismo. Il movimento dei “lefebvriani” è legato storicamente al vescovo francese Marcel Lefebvre che si opponeva al rinnovamento della Chiesa. Nato negli anni Settanta, il movimento rifiuta fermamente le riforme e le innovazioni introdotte dal Concilio Vaticano II, difende la Messa Tridentina in latino ed è contrario alla riforma liturgica successiva.
Le conseguenze ora sono storiche e durissime. Alla Fraternità San Pio X nel suo insieme sono state infatti applicate le sanzioni canoniche dello scisma: i suoi ministri sono dichiarati scismatici e i fedeli laici che vi aderiscono formalmente sono considerati scomunicati. La Fraternità sacerdotale San Pio X – riporta ancora l’Avvenire – ha in ogni caso presentato ricorso l’11 luglio al Dicastero per la Dottrina della Fede del Vaticano per protestare formalmente contro la decisione della Chiesa di Roma.