Il 12 aprile 2026 è una data storica per la storia recente dell’Ungheria e per la politica europea. Viktor Orban ha perso le elezioni e il potere. Perdendo i due terzi del Parlamento a favore dello sfidante Peter Magyar, si conclude un periodo ininterrotto di 16 anni di governo. Quello che qualcuno ha identificato come “regime”. E, in effetti, considerando al maggior parte dei Governi europei, il paragone non è così errato.
Ma cosa cambia davvero? Facciamo una rapida disamina per dare solo le coordinate in cui si muoveranno l’Ungheria e l’Unione Europea. Prima di tutto, ha votato l’80% della popolazione, un dato enorme. Orban per anni ha modellato l’Ungheria ma, oggettivamente, non l’ha migliorata.
Ma Magyar chi è e cosa ci si aspetta da lui? Leader di Tisza, proveniente da una famiglia influente, è stato per anni nel partito di Orban e conosce bene il funzionamento del suo modello. Ha avuto per anni ruoli marginali e si è sposato con la politica Judit Varga, dalla quale poi ha divorziato. Proprio uno scandalo nel quale è stata coinvolta la sua ex moglie ha dato il via alla sua ascesa. L’allora presidente della Repubblica ungherese Katalin Novàk concesse la grazia, firmata da Varga, a un uomo che era stato condannato come complice in un caso di abusi sessuali sui minori. Il fatto suscitò enorme clamore, Magyar lasciò Fidesz e cominciò a denunciare la corruzione del Governo, grazie anche ai social.
Ma cosa cambia realmente? Magyar non è mai stato diametralmente opposto a Orban, in alcuni asi ha anche appoggiato le sue idee anti-immigrazione ed è rimasto sempre cauto sull’Ucraina. Con la sua elezione, però, l’Ungheria si riavvicina all’Unione Europea, punta a sbloccare diversi fondi europei e migliorerà il rapporto estero. La sfida cruciale, però, resta quella di affrontare i cambiamenti costituzionali e legislativi adottati da Orban in questi anni in Ungheria. Con la forza del Parlamento, non è una missione impossibile. Il futuro darà la risposta.