10 minuti di MusicaMusicaLorenzo Licitra si racconta: da X Factor ai concerti nel mondo, passando per quel rapporto speciale con la Campania

Francesco Amato Francesco Amato23 Giugno 20196 min

Nonostante i suoi numerosi impegni, con grande professionalità ed entusiasmo Lorenzo Licitra, vincitore dell’11esima edizione di “X Factor Italia”, ci ha rilasciato alcune dichiarazioni.
Abbiamo parlato del suo singolo “Sai che ti ho pensato sempre” e del suo nuovo album, in uscita entro quest’anno, ma ci siamo soffermati anche su tematiche attuali come l’immigrazione. Lorenzo ci ha inoltre parlato del suo forte legame con la musica napoletana e in esclusiva a 081 news ha fatto il nome di due artisti con i quali vorrebbe avere il piacere di collaborare, leggete quello che ci siamo detti nel dettaglio e tenetevi forte.

Come prima cosa vorrei chiederti del tuo nuovo brano, “Sai che ti ho pensato sempre”,  è un brano che parla di una delusione ma lo fa con una speranza per il futuro. A chi o cosa dedichi questa canzone?

Si esatto, sono parole che esprimono qualcosa che non è andato, in realtà dopo un primo ascolto può sembrare che sia dedicata ad una persona ma in realtà le parole sono dedicate alla musica, a ciò che mi è successo dopo X-Factor. Il testo racconta la mia vita e tutti gli ostacoli che ho dovuto superare ma mostra come con la speranza si possano superare le difficoltà ed aprire una pagina nuova di un libro. In effetti questa è una lettera alla musica ma sviluppata in una chiave di lettura neutra, in questo modo ognuno può rispecchiarsi nel testo in modalità differenti a seconda delle sue emozioni.

Dopo la vittoria ad X-Factor hai cercato la tua dimensione nel panorama musicale italiano, credi di essere riuscito a cucirti addosso un tuo vestito musicale?

Non mi sono voluto accontentare di lanciare brani che all’inizio mi venivano proposti soltanto perché c’era l’urgenza di uscire o per via  della pressione derivante dal fatto che gli altri concorrenti di X-Factor stessero facendo già degli album e dei singoli. Io invece ho preferito fermarmi, trovare dei testi e provare a fare qualcosa di più ricercato, ho puntato sulla qualità più che sulla quantità, per farlo però ho dovuto trovare anche il giusto team con cui lavorare e le persone con cui lavoro oggi sono frutto di questa grande ricerca.

Hai avuto esperienze bellissime, anche all’estero, quali sono quelle che ti hanno emozionato maggiormente? Come ti prepari ad un concerto? Hai qualche rito scaramantico segreto? 

Più che rito scaramantico ho i miei soliti vocalizzi che, in maniera molto simpatica, vengono effettuati nei bagni che in quel momento si trasformano in camerini sonori, spesso capita che qualcuno passi e non capisca che sono io che mi sto semplicemente scaldando la voce. Per fortuna quest’anno ho avuto molte richieste all’estero che mi hanno permesso di proseguire la mia carriera concertistica e quindi più volte ho fatto concerti in America e in Asia, posto che mi ha lasciato a bocca aperta. In Cina ho constatato come l’Italia fosse vista benissimo e questo mi ha dato quella grinta che mi ha spinto a portare la nostra cultura all’estero. Tra le esperienze più belle sicuramente c’è quella dell’ONU, al palazzo di vetro con 3000 studenti e Bill Clinton seduto lì. È stata una delle esperienze più belle della mia vita.

Quali sono le tue influenze musicali attualmente che tipo di musica ascolti?

Sono sempre stato molto eclettico come ascoltatore e anche come ricercatore per quanto riguarda la mia musica; vengo da una formazione classica, quindi dal conservatorio dove ho studiato e mi sono formato con quelle vocalità. Pavarotti è la voce che mi ha fatto innamorare di questo mondo però, essendo appunto molto eclettico, ascolto di tutto e nella mia playlist puoi trovare dischi di Madonna, dei Queen, dei Coldplay. La mia missione è proprio quella di unire il lirico e il pop che, se combinati in modo giusto, possono creare un mix vincente. Pavarotti è stato il primo ad abbattere le barriere tra il pop e la lirica.

Da questo brano possiamo aspettarci un progetto più ampio? magari un nuovo album.

Si, questo singolo apre la strada a quello che sarà il progetto reale e sto già lavorando con la mia squadra alla realizzazione del disco che entro fine anno spero di poter ultimare. Insieme a me c’è un produttore validissimo che è Ioska Versari e degli autori con i quali c’è molto affiatamento e per questo sono molto fiducioso. Il genere sarà trasparente per permettere al pubblico di vedere la vera anima di Lorenzo.

Le tue origini sono siciliane: cosa ne pensi di quello che sta succedendo nel nostro Paese e soprattutto nella tua terra d’origine sul fronte dell’immigrazione?

Io amo la Sicilia, quando posso torno sempre lì e penso che chiunque voglia trovare speranza, che sia lavorativa o che sia una speranza di vita, lasciando la propria terra natale debba poter avere un’occasione. Io lo vedo nel mio piccolo, all’età di 18 anni sono andato via dalla Sicilia per studiare in conservatorio a Piacenza, parliamo sempre d’Italia ma comunque mi sono allontanato dal mio guscio e, avendo vissuto questa esperienza, mi trovo in disaccordo con chi non vuole concedere opportunità agli altri, poi ognuno fa della propria vita ciò che vuole ma credo che si debba essere aperti e dare un’occasione a chi la cerca. Noi abbiamo una responsabilità e siamo seguiti, di questo quindi mi faccio promotore.

Dato che siamo su giornale locale campano, sarei davvero curioso di sapere cosa ne pensi della tradizionale e storica canzone napoletana e se c’è un artista campano con il quale ti piacerebbe collaborare in futuro.

La musica napoletana ha accompagnato i miei primi passi, i miei primissimi concerti fatti all’estero, in America e con mia grandissima sorpresa ho notato quanto sia apprezzata. Le persone si commuovevano ascoltando le prime note della musica napoletana che cantavo e in repertorio ho molti brani di questo tipo di musica dato che sono un appassionato del genere. Sarà anche la facilità nel cantarla a livello linguistico, essendo siciliano, ma mi sono legato davvero molto alla musica napoletana. Mi piacerebbe, e vi sto dicendo una cosa un po’ inedita, fare qualche collaborazione con qualche rapper napoletano creando qualcosa di diverso, da Clementino a Rocco Hunt, mi piacerebbe creare un qualcosa di unico unendo il loro genere musicale con il mio, variando sempre di più, è questo l’obiettivo, non si può rimanere chiusi nel proprio genere ma bisogna portare novità.

 

Ovviamente è possibile seguire Lorenzo Licitra su tutti i social e potete restare ancora più informati su di lui seguendo anche la sua fan page ufficiale: “Lorenzo Licitra Space”.

 

Francesco Amato

Francesco Amato

Classe 1998, studente di Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Salerno. Appassionato di musica, comunicazione digitale e giornalismo. Giornalista pubblicista dal 2020. Una frase che lo identifica? "Non si scrive perché si ha qualcosa da dire ma perché si ha voglia di dire qualcosa”.

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