Ancora bombe sui civili a Gaza. L’Esercito israeliano ha colpito l’ospedale Nasser di Khan Yunis, causando almeno 20 vittime, tra cui cinque giornalisti. Il raid, come riporta Al Jazeera, è stato compiuto con un drone kamikaze che ha preso di mira per due volte a distanza di pochi minuti il complesso ospedaliero. A rimanere uccisi anche 5 operatori dell’informazione: Hossam al-Masri, un cameraman di Reuters; il reporter Moaz Abu Taha; il fotoreporter di Al Jazeera, Mohammed Salama; Mariam Abu Daqa, una giornalista che collaborava con diversi media; Ahmed Abu Aziz, morto in un secondo momento a causa delle ferite.
Solo poche ore prima la Wafa, l’Agenzia palestinese per le informazioni e le notizie, aveva riferito della morte di un operatore di Palestine Tv, Khaled Al-Madhoun, ucciso in un raid nella zona di Zikim.
L’allerta ora è più che mai alta a Gaza ma i patriarchi di Gerusalemme dei Latini e dei Greco-Ortodossi, il cardinale Pierbattista Pizzaballa e Teofilo III, hanno annunciato di non lasciare la Striscia: “Il clero e le suore hanno deciso di rimanere e continuare a prendersi cura di tutti coloro che saranno nei complessi, lasciare Gaza e cercare di fuggire verso sud sarebbe una condanna a morte”.