Era il 1963 quando Francesco Rosi dava vita al suo film “Le mani sulla città” sul fenomeno della speculazione edilizia italiana. 62 anni dopo la tematica è più che attuale. Negli ultimi giorni Milano è infatti finita al centro di un’ampia inchiesta che coinvolge 74 tra amministratori, tecnici e immobiliari, tra cui il sindaco Beppe Sala, l’assessore all’urbanistica Giancarlo Tancredi e figure imprenditoriali di spicco come Manfredi Catella (leader di “Coima”).
Il “sistema”, come lo hanno definito i magistrati, prevedeva che i progettisti dei cantieri si limitassero a chiedere al Comune una semplice Scia, di solito prevista però solo per interventi di restauro o piccoli lavori. I tempi, in questo modo, erano notevolmente ridotti e si evitava di richiedere il permesso di costruire al Comune. Un ruolo cruciale lo avrebbe avuto anche la Commissione paesaggistica, il cui presidente Giuseppe Marinoni si è dimesso. Alle dimissioni ci è arrivato anche l’assessore Tancredi, mentre il sindaco Beppe Sala (indagato per falso in atto pubblico e “induzione indebita a dare o promettere utilità”) ha dichiarato di non volerlo fare. Il caso è scoppiato dopo vari controlli a progetti di rilevanza, come il villaggio olimpico di Porta Romano e l’immobile conosciuto come “il Pirellino”.