A mezzanotte scoppia la festa anche in Svizzera. Il countdown del Capodanno a Crans-Montana però si trasforma in tragedia. Il brindisi per il 2026 tra la neve di una delle località più gettonate delle Alpi svizzere cambia le urla di divertimento in urla di terrore e morte. Un incendio, il fuggi fuggi generale, il dramma. Alla fine saranno almeno 40 le vittime, perlopiù under 23, in special modo svizzere e italiane. La dinamica dell’incidente è al vaglio degli inquirenti. Probabilmente è ancora troppo presto per dire esattamente cosa è successo, ma tanti tasselli stanno iniziando ad incastrarsi. Si stanno studiando, in particolare, le immagini dei partecipanti che, almeno inizialmente, non avrebbero capito la gravità dei fatti e avrebbero ripreso i primi attimi dell’incendio con i cellulari. I testimoni, ancora scossi, hanno cominciato a raccontare.
I feriti sono 116. I superstiti raccontano di varchi di uscita molto piccoli. I titolari de La Constellation, tuttavia, smentiscono e dichiarano di aver avuto tutti i permessi. A causare l’incendio, si pensa, probabilmente una candelina fiammeggiante di quelle che si usano per addobbare i cesti con le bottiglie di spumante. Secondo quanto riferito dal sindaco, i locali al seminterrato e al piano terra del bar erano di 100 persone l’uno ma non ci sarebbero stati controlli comunali tra il 2020 e il 2025. Il primo cittadino ha sottolineato che il Comune si assumerà tutte le “responsabilità che i tribunali attribuiranno”.