La cultura come rivoluzione: a San Giuseppe Vesuviano nasce la biblioteca di INROSA

L'iniziativa culturale dell'associazione al femminile attiva sul territorio

di Fabio Iuorio

Un pomeriggio come un altro, seduto ad una caffetteria del centro in compagnia di mia sorella. Lei sorseggia un latte di mandorla – “non lo sciroppo”, bene inteso, “ con ghiaccio e senza zuccheri aggiunti”, come pure ha modo di ripetere ad un cameriere sollecito, intento a digitare con solerzia febbrile ed un minimo d’ansia la sua ordinazione. Io – per un moto di solidarietà all’uomo in bianca divisa, incrociando quegli occhi stanchi che tanto avevano da dire sul suo carico di lavoro – “solo un espresso”. “Apriamo la Biblioteca”  mi fa, sorridendo, ma senza alzare lo sguardo, mentre gioca con la cannuccia sottile rigorosamente ecologica, spostando i cubetti di ghiaccio mezzi sciolti nella bibita. “Quale?” – le rispondo ironico, strizzando un po’ gli occhi, al primo assaggio di un caffè amaro. “La mia associazione, INROSA. Sai come la penso, non è possibile che su un territorio come il mio non debba esistere una benedetta biblioteca”. Seguo il suo ragionamento, lungo e dettagliato, accompagnandolo da più di un cenno di assenso col capo.

Sì, perché a San Giuseppe Vesuviano, nella pratica, la Biblioteca comunale non esiste. Fisicamente esiste uno spazio vecchio, in disuso da anni, non attivo e ad ogni richiesta al personale del Comune ti viene detto in parole povere e con estrema onestà che non c’è nessuno che se ne occupi. Un mistero, praticamente. E qui, la riflessione di mia sorella, che condivido pienamente.

San Giuseppe Vesuviano è uno dei comuni del napoletano che ha vissuto anni addietro una notevole fase di prosperità economica; ancora oggi, l’eco di quei tempi si fa vivo nei discorsi degli anziani del posto e rivive in taluni atteggiamenti caratteristici di una certa “squarcioneria” dei giovani non più così giovani. Una buona parte della società sangiuseppese, quindi, avrebbe assoluto bisogno di aprire la mente ed entrare in contatto con iniziative culturali d’ogni genere; più di altri, avrebbero la necessità di accedere al servizio biblioteca. Un servizio di cui i giovani interessati, così come i bambini in primis potrebbero goderne. Per non parlare delle tante e dei tanti cittadini sensibili alla buona abitudine della lettura, che anelano iniziative culturali di livello nel proprio paese,

“Perché?”, mi sono chiesto; perché trascurare l’aspetto culturale, così importante a formare le menti, le personalità, la coscienza civile delle persone di un determinato territorio? Perché confinarle in una “no man land” dove occorre rassegnarsi al buio dell’ignoranza e dell’arretratezza bigotta tipica dei luoghi chiusi senza uscita? Perché, a San Giuseppe Vesuviano latitano persino le librerie, con le grandi del settore che non intendono investirci? Perché, costringere chi non si accontenta dell’apparire, a cercare l’essere altrove?

Un cittadino, una cittadina consapevoli saranno votanti consapevoli, chiaro. Saranno coloro che non cederanno alle lusinghe del do ut des tanto facilmente, perché avranno sviluppato quella cosa chiamata dignità, certo. Forse è questo, che fa paura nei piccoli centri. Che le persone abbiano l’opportunità di acquisire una coscienza critica, quella cosa che ti fa cadere il velo davanti agli occhi e ti porta ad interrogarti, a chiedere il motivo per cui in un paese come San Giuseppe Vesuviano non esista verde urbano, non ci siano spazi per i bambini e le bambine, non ci sia attenzione alla cultura.

L’iniziativa dell’Associazione INROSA, si muove, oggi, come un atto rivoluzionario per il territorio. Che le socie tutte di una piccola associazione che già da diciotto anni offre consulenza legale, psicologica e commercialistica gratuita con uno sportello ad hoc nella altrettanto piccola sede dove pure insiste lo sportello dedicato alle vittime di violenza di genere si diano così tanto da fare, tra campagne di informazione sulla violenza, progetti scolastici, iniziative culturali e per il benessere della comunità è assolutamente un atto rivoluzionario.

Un book club, nato in primavera, per il quale ci si incontra una volta al mese seguendo il progetto “La tenda rossa”: donne che incontrano altre donne in uno spazio senza fronzoli, tra “sorelle” – come amano definirsi – ed accanto al confronto sul libro letto, pongono l’incontro quale momento unico per la crescita in consapevolezza; una biblioteca sorta sulle poche risorse economiche dell’associazione, delle socie e di chi vuol donare – “Siamo autogestite ed autofinanziate, non riceviamo entrate statali e siamo libere da influenze partitiche – dice Eliana, mia sorella, l’avvocata presidente di INROSA; tanti percorsi di yoga, mindfulness pensati per donne, bambine, bambini.

Insomma, nel panorama vesuviano una vera oasi nel deserto, dal punto di vista sociale e culturale. E se è vero com’è vero che la Cultura è l’antidoto primo contro tutte le forme di violenza, con la piccola Biblioteca INROSA, sorta come un fiore tra le macerie di un mondo distratto che corre veloce e mira al disimpegno, all’evasione sciocca che ci rende tutti uguali e lobotomizzati, viva le piccole cose che diventano grandi moti di rivoluzione. La Biblioteca INROSA aprirà alle socie storiche e nuove il 28 settembre. Lo sportello dell’Associazione INROSA e la Biblioteca si trovano a San Giuseppe Vesuviano, alla via Giuseppe Moscati 18. Per entrambi i servizi si accede su appuntamento. Per tutte le informazioni e contatti rivolgersi al 3381595826.

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