Parlare di San Paolino ai nolani, almeno sotto l’aspetto storico-biografico, può sembrare quasi una presunzione. Chi, tra i suoi devoti non ne conosce la storia? Chi non ti saprebbe tracciare i suoi itinerari che dalla Gallia alla Spagna, passando per Milano fino a giungere a Nola ne hanno fatto un’instancabile cercatore della volontà di Dio? Chi non potrebbe elencare le sue mille identità di marito, di padre, di monaco fino a diventare vescovo dell’antica diocesi di nolana?
Parlare di san Paolino può sembrare certamente superfluo e, per alcuni tratti, ripetitivo. Ma allora, perché da oltre quindici secoli il suo ricordo è così vivo e limpido? Una sola può essere la risposta, quella che identifica ogni figlio di Dio: la carità! Si, Paolino è un santo di carità, un ricercatore della Carità (con la C Maiuscola, a significare Gesù Cristo).
La sua instancabile ricerca, tuttavia, non si è fermata allo studio, alla teoria e alla teologia (che pur ne è illustre esempio). Il suo essere uomo di carità è così impregnato di quotidianità che Paolino, ancor prima di diventare ministro di Dio, è stato ministro della carne povera di Gesù nel fratello povero che gli viveva accanto. È questo che ci fa gridare, ancora oggi “W san Paolino”, un grido che non si può ridurre a festa e folclore, che pur ne ha il suo valore, ma che desidera trasformarsi in devozione autentica.
Devoto, ma cosa vuol dire? Significa riconoscere in un uomo di Dio tutto l’impegno per incarnare il Vangelo e, allo stesso tempo, seguirne le virtù. Ecco che la liturgia, nella sua prima preghiera, la colletta, fa una sintesi sublime di tanta eroicità. Così prega il sacerdote all’inizio della celebrazione e prima di ascoltare la Parola di Dio:
«O Dio, che nel vescovo Paolino
hai dato alla tua Chiesa un luminoso esempio
di dedizione pastorale e di amore ai poveri,
concedi a noi, che lo veneriamo maestro e protettore,
di imitare la sua testimonianza di carità»
Essere devoti di Paolino e riconoscere che è un dono, un dono che Dio fa all’intera Chiesa, quasi a dire che Paolino è di tutti. Questo esempio si traduce in un duplice aspetto: dedizione pastorale e amore ai povere. Due aspetti che non possono essere scissi ne possono ritenersi opzionali per i suoi devoti. Paolino, infatti, ci educa ad amare Cristo nella viva fede, nel servizio al Signore con la frequenza dei sacramenti e, contemporaneamente, nello spendere la propria vita in uno stile altruistico. In una civiltà sempre più egoistica e distaccata dalla fede, il santo patrono ci esorta a custodirne i valori e a tendere la mano al bisognoso. Solo così, nella concretezza del nostro essere, possiamo “imitare la testimonianza” del santo di cui ci diciamo devoti.