#CinemaCourier“The Founder”: il biopic sul “McDonald’s” in una storia di perseveranza, ambizione e lungimiranza senza freni

Vittorio Paolino Pasciari Vittorio Paolino Pasciari19 Dicembre 20218 min

The Founder è un film di genere drammatico-biopic del 2016 diretto da John Lee Hancock. Il film racconta in maniera romanzata la storia vera del controverso e affascinante imprenditore Ray Kroc e della sua acquisizione della miliardaria catena di fast food McDonald’s.

La pellicola ha per interpreti principali Michael Keaton (Ray Kroc), Nick Offerman (Richard “Dick” McDonald), John Carroll Lynch (Maurice “Mac” McDonald), Laura Dern (Ethel Fleming), Linda Cardellini (Joan Smith), Patrick Wilson (Rollie Smith), Justin Randell Brooke (Fred Turner), B.J. Novak (Harry J. Sonneborn) e Kate Kneeland (June Martino).

La pellicola annovera fra i riconoscimenti 3 nomination agli AARP Movies for Grownups Awards 2017 (miglior attore a Michael Keaton, miglior film ambientato nel passato, miglior coppia sullo schermo a John Carroll Lynch e Nick Offerman) ed il premio miglior attore (Michael Keaton) al Capri, Hollywood – The International Film Festival 2016.

TRAMA USA, anni ’50. Ray Kroc è un venditore di frullatori dell’Illinois con scarsa fortuna che ha una moglie solidale di nome Ethel e vive una vita agiata ad Arlington Heights. Nel corso dei suoi viaggi in cerca di profitto nota che molti dei ristoranti drive-in a cui cerca di vendere frullatori sono gestiti in modo inefficiente. L’ultima commessa per un drive-in di San Bernardino lo lascia di stucco per il numero insolitamente elevato di frullatori per frappé. Recatosi sul posto, in California, per chiarire l’apparente equivoco Ray si trova davanti il McDonald’s, un ristorante walk-up molto popolare per servizio rapido, cibo di alta qualità, imballaggi usa e getta e un’atmosfera familiare. Colpito dalla storia dei fondatori del ristorante, i fratelli Maurice “Mac” e Richard “Dick” McDonald, Ray decide di investire le sue energie e le sue risorse nella creazione di affiliazioni commerciali per il ristorante appena scoperto. Sarà questo l’inizio di un’ascesa verso un successo che però avrà un conto salato sul piano personale per un genio lungimirante e spregiudicato che nutre ambizioni sfrenate.

ANALISI Uno spirito lungimirante forgiato da una vita all’insegna dell’ambizione è l’oggetto di un biopic in cui l’azione scorre veloce concentrandosi sull’uomo che sta dietro al marchio di fabbrica. L’occasione di svoltare prende il via da un’idea brillante che pensa in grande ma si limita a offrire il meglio che può onestamente entro limiti prestabiliti da due animi semplici. La seduzione oratoria del protagonista spinge i veri fondatori ed il pubblico nel mondo del mercato e degli affari in cui si punta principalmente al profitto ed è impossibile non diventare lupo nel pollaio. Il successo alimenta l’ambizione che diventa sfrenata perché guidata da una perseveranza forgiata sul duro lavoro. E quando si arriva all’apice del successo economico si raggiunge e si oltrepassa il limite di incomprensioni ormai insanabili. Il finale è una chiara e riuscita descrizione, grazie ad un’interpretazione impeccabile, del successo a caro prezzo per chi si butta a capofitto nel mondo spietato del mercato.

UN IMPERO FAST-FOOD  L’imprenditore Raymond “Ray” Albert Kroc (1902-1984) fu originario dell’Illinois nato da una famiglia di immigrati cechi. Da giovane sviluppa un grande talento per la musica, virtù ereditata dalla madre pianista. Dapprima cerca la sua strada aprendo un negozio di musica con i suoi amici, ma in seguito finisce a vendere gelati senza molta fortuna. Durante le Grande Guerra presta servizio nella Croce Rossa come autista di ambulanza e fra i suoi commilitoni si annovera Walt Disney, la cui successiva ascesa imprenditoriale sarà di ispirazione per il giovane Ray. Nel 1938, dopo una serie di fortune alterne, prima come impiegato presso una radio e poi come venditore di articoli vari, Kroc incontra Earl Prince, padrone della Prince Multimixer, e porta avanti il mestiere di venditore e rappresentante di frullatori per questa azienda.

McDonald’s Museum (Des Plaines, Illinois, USA)

Nel 1954, a 52 anni, avviene la svolta. Un ristorante ordina sei frullatori contemporaneamente e quando Kroc si reca sul posto resta folgorato dall’idea dei proprietari, i fratelli McDonald, ovvero: applicare una piccola catena di montaggio nella produzione, consentendo di accelerare le operazioni di pulizia e al tempo stesso la preparazione di carne trita e frullati. I proprietari del ristorante avevano bisogno di tanti frullatori per fare sia carne trita per hamburger sia frullati. Infatti, nel 1940, i fratelli Richard e Maurice McDonald avevano aperto la loro caffetteria McDonald’s Bar-B-Q a San Bernardino (California) il cui menù prevedeva diverse voci, ma soprattutto cibi cotti alla griglia. Otto anni dopo, rendendosi conto che la maggior parte dei loro profitti proveniva dagli hamburger, decisero di ridimensionare la loro attività scegliendo un menù semplificato che comprendeva solo tre piatti da mangiare, più la scelta fra frappè, frullati e bibite. I camerieri che prendevano le ordinazioni e portavano i piatti vennero poi eliminati per fare di McDonald’s un self-service e creando così il primo fast-food.

Colta al balzo la possibilità di fare fortuna con il metodo rivoluzionario della catena di montaggio, proprio come aveva fatto Henry Ford nel trasformare l’industria automobilistica con l’applicazione dello stesso metodo, Kroc propone ai fratelli McDonald’s di entrare in affari insieme ed acquista i diritti del nome in cambio di una percentuale nelle vendite della catena di franchising che egli intendeva aprire. Si apre così una nuova scalata per il futuro impero della ristorazione McDonald’s, che negli anni seguenti migliora la propria attività con metodi sempre nuovi e sempre atti a velocizzare i servizi.

Nel 1961 Kroc rileva anche le quote dei fratelli per la cifra di 2,7 milioni di dollari e due anni dopo si affianca al marchio Mcdonald’s il pagliaccio Ronald McDonald, tutt’oggi popolare in tutto il mondo come mascotte e simbolo della catena di ristoranti per attirare bambini e quindi famiglie nei locali. Dal 1965 l’azienda si quota in borsa con ulteriore successo e Kroc porta il suo patrimonio in circa dieci anni al raggiungimento della cifra di 500 milioni di dollari. Grazie alla collaborazione con Fred Turner, il simbolo del brand viene riconosciuto a livello mondiale con l’apertura di nuovi centri in Canada, Europa e Asia.

Ray Kroc muore nel 1984, ad 81 anni, a causa di un infarto, lasciando alle sue spalle due matrimoni ed un impero commerciale della ristorazione che dura tutt’ora.

“Allora, so cosa state pensando: ‘Come diavolo fa un uomo di cinquantadue anni, al tramonto, rappresentante di macchine per frappé, a fondare un impero del fast-food con milleseicento ristoranti in cinquanta stati, cinque paesi stranieri e un’entrata annuale che viaggia intorno ai settecento milioni di dollari?’ Una parola: perseveranza. Niente a questo mondo può sostituire la buona vecchia perseveranza, né il talento – che c’è di più comune degli uomini di talento che non hanno successo? – né il genio – il genio non riconosciuto è ormai un cliché – l’istruzione nemmeno – visto che il mondo è pieno di cretini istruiti –. Soltanto la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti.”

PERSEVERANZA E SPREGIUDICATEZZA   L’idea di realizzare questo film venne al produttore cinematografico Don Handfield dopo aver ascoltato la canzone Boom, Like That del chitarrista e cantautore britannico Mark Knopfler. Il brano, pubblicato nel 2004, ripercorreva l’ascesa di Ray Kroc mettendo in evidenza i metodi oltremodo spregiudicati dell’imprenditore. La sceneggiatura, firmata dal premio Oscar Robert D. Siegel (The Wrestler), si è piazzata al 13o posto fra le migliori della classifica stilata nel 2014 dal sito deadline.com. La regia di John Lee Hancock è capace di emozionare e commuovere con i biopic (Saving Mr Banks, recensione qui).

Le interpretazioni sono memorabili, fra cui spicca Michael Keaton, talento che non ha bisogno di presentazioni, icona della celluloide sia come cattivo ragazzo sia come cattivo vero e proprio. Questi sono gli ingredienti per un ritratto emozionante che mette in risalto l’uomo che si cela dietro il marchio di fabbrica – uno spirito lungimirante pronto a tutto pur di raggiungere il successo – e il contrasto che si crea fra il desiderio sfrenato di profitto (Kroc) e gli ideali semplici di chi vuole soprattutto soddisfare la clientela (fratelli McDonald).

Imprenditore geniale e lungimirante o lupo nel pollaio. Comunque la si voglia vedere, la figura di Ray Kroc indubbiamente fa riflettere su un concetto mai come adesso più che dimostrato. Il mondo degli affari nel mercato è spietato e non vede oltre il risultato del successo. Se non hai l’ambizione, la spregiudicatezza e la coscienza che il rischio prevede perdite sicure in ambito umano, allora è meglio che rimani concentrato su quel poco che già possiedi, sperando che sia stato ottenuto con onestà e con la stessa    – magari meno sfrenata – perseveranza di chi non si arrende di fronte alle difficoltà. Chi vedrà questo film certo proverà emozioni differenti la prossima volta che – finito l’incubo della pandemia – addenterà un Big-Mac sotto lo sguardo sorridente di Ronald.

INTRIGANTE.

Vittorio Paolino Pasciari

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.

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