#CinemaCourier“Trash”: una tenera ed emozionante favola italiana di resilienza e riscatto

Vittorio Paolino Pasciari Vittorio Paolino Pasciari8 Maggio 20215 min

TRASH- La Leggenda della Piramide magica è un film d’animazione di genere fantasy-drammatico del 2020 diretto da Francesco Dafano e Luca della Grotta. Le voci dei personaggi principali del film sono quelle di Christian Iansante (Slim), Roberto Stocchi (Bubbles), Alessandro Carloni (Spark), Luca Dal Fabbro (Smug), Giò Giò Rapattoni (Bliss), Pasquale Anselmo (Jet), Emanuela Rossi (Kudo), Dario Penne (Healer), Barbara de Bortoli (Pat) e Roberto Draghetti (Vitrio). Il film è un prodotto di animazione digitale interamente italiano nonché il primo lungometraggio prodotto dalla società di produzione cinematografica AI One, con il contributo del Ministero della cultura (MiC) ed ha suscitato grande interesse internazionale, rientrando nella selezione ufficiale allo Shanghai International Film Festival (SIFF Animation) e alla Festa del cinema di Roma “Alice nella città”.

TRAMA Scatole, bottiglie, barattoli, rifiuti abbandonati in strada, nei mercati, sotto i ponti, ignorati da chiunque e inerti, finché non cala la notte e prendono vita. Slim è una scatola di cartone rovinata che vive in un mercato con il suo amico Bubbles, una bottiglia da bibita gassata, assieme ad altri compagni di sventura. Sopravvive nascondendosi dai Risucchiatori, macchine aspiratutto addette alla pulizia. Slim è rassegnato, non crede più in nulla, neanche alla Leggenda della Piramide Magica, un luogo mitico in cui è possibile per i rifiuti avere una seconda possibilità, rinascere ed essere ancora dei Portatori utili a sé stessi e agli altri. L’inaspettato incontro con la giovane scatola Spark lo porterà a scontrarsi con i “predatori”, rifiuti che non accettano la loro condizione di spazzatura, capeggiati dal perfido Kudo, un vecchio computer desideroso di riattivarsi e creare un esercito di rifiuti suoi schiavi. La disillusa scatola Slim vivrà un’avventura emozionante che cambierà il destino suo e dei suoi amici.

ANALISI DEL FILM  Il messaggio rivolto ai più piccoli, ma anche ai più grandi, si snoda in un’azione lenta che fin da subito introduce lo spettatore in un mondo visto sempre e solo dalla superficie e non più con il cuore. L’immagine della vita che scorre attraverso oggetti inanimati è lo strumento efficace per riflettere la superficialità di chi sa apprezzare ciò che usa solo finché gli è utile e non si fa scrupolo di accumulare altri oggetti destinati comunque ad un’incontrollata e pericolosa opera di abbandono. Un occhio attento che sa veder oltre la pelle fatta di cartone, di plastica, di vetro o di metallo coglie un susseguirsi di emozioni man mano che viene presentato il carattere dei personaggi. Le delusioni, le disillusioni, la rabbia di essere stati ‘usati e gettati’ sono in perfetto equilibrio con la speranza ravvivata da chi ancora crede nelle seconde possibilità. C’è anche spazio per l’intrattenimento che non può mancare in una vera avventura, prima che il commovente finale renda ancora più valida la lezione offerta al pubblico che, se ancora avrà un cuore che non si ferma all’utile, dopo i titoli di coda ci penserà due volte prima di gettare via un oggetto che ancora può essere riciclato.

RICICLO E RISCATTO   Scopo primario ed evidente del film è raccontare, a grandi e piccini, il potere del riciclo, tema mai come adesso attuale che, spudoratamente, da troppo tempo viene ancora ignorato dalla maggior parte di noi cosiddetti ‘civili’. L’elemento favolistico (gli oggetti inanimati che prendono vita) è un cliché classico che, se ben sfruttato, rende ancora più efficace la morale alla fine della storia. Gli autori si dimostrano intelligenti nel riuscire ad estendere il messaggio classico ad uno di più ampio ed universale di ricerca di sé stessi per chi nella vita arriva ad un punto morto in cui si sente dimenticato e vorrebbe una meritata seconda chance. Mai come in questo degradato presente pieno di incertezze, di paure e di disillusioni, è facile sentirsi come il protagonista Slim, all’inizio rassegnato al suo status di rifiuto. Ma anche nelle difficoltà più insormontabili c’è chi, come Bubbles, crede ancora che ci sia qualcos’altro di meglio là fuori. Ed è infine con i sogni non ancora sopiti della gioventù, qui rappresentata dal piccolo Spark, che si può ritrovare la speranza in un futuro in cui non sentirsi più “vuoti, consumati, finiti, soli”.

“Prendersi cura degli altri è rischioso perché potresti perderli, e questo ti farà sentire vuoto.”

UNA LEZIONE DI VITA   Chiunque può avere una seconda chance, ma bisogna andare a cercarle e in qualche modo meritare di guadagnarle prendendo coscienza che la ricerca di alternative comporta dei rischi, la paura di perdersi e la necessità di fare squadra per superare gli innumerevoli ostacoli e le avversità della vita vera che sempre, ora più che mai, sarà in salita. Chi pensa che le favole, racchiuse in pagine da sfogliare o ravvivate in celluloide animata o live-action, siano solo sciocchezze per bambini ha già da tempo rinunciato a vivere ed ancora non ha imparato che crescere non significa solo accumulare oggetti utili per poi produrre rifiuti che ci uccidono giorno per giorno. Abbandonare la speranza che vive grazie ai sogni nella purezza del cuore che avevamo da piccoli ci rende dei rifiuti più dannosi di quelli che produciamo in nome di un folle ed inutile ideale iper-consumistico che mai come in questi tragici momenti di pandemia ha evidenziato la nostra patetica piccola anima di indegni epigoni di un mondo in rovina.

È SOLO IL CAMBIAMENTO CHE NON CI FA SENTIRE VUOTI. ”.

EMOZIONANTE E COMMOVENTE.

Vittorio Paolino Pasciari

Vittorio Paolino Pasciari

Classe '86, nolano DOC. Laureato in Lettere Classiche, appassionato di cinema, letteratura e teatro.

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