Se si accudisce un cane randagio si commette reato? Ecco cosa dice la Legge

Carolina Cassese Carolina Cassese8 Gennaio 20242 min

Cosa rischia chi accudisce randagi dandogli da mangiare? Chiariamo subito che, ad esempio, un regolamento condominiale, se non approvato all’unanimità, non può impedire ai condomini di detenere animali domestici negli appartamenti. Tuttavia, detto regolamento può vietare di lasciare cibo negli spazi comuni. Se invece tale previsione non è contenuta nel regolamento, secondo la giurisprudenza il condominio non può vietare di dare da mangiare ai gatti randagi dinanzi all’edificio, a patto che pulisca subito la zona dove sono rimasti i residui di cibo.

Accudire cani randagi, specialmente quelli aggressivi e senza microchip, determina però la responsabilità penale per eventuali lesioni da essi causate a terzi. Dare cibo e ospitarli nel proprio giardino comporta l’obbligo di custodia, come stabilito dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 17145 del 5 aprile 2017. La sentenza ha rigettato il ricorso di un uomo responsabile per l’aggressione di due passanti da parte dei suoi cani. L’imputato è stato ritenuto responsabile nonostante l’assenza di microchip e la mancata registrazione degli animali come suoi. Il fatto di non essere proprietario del cane non conta quando si ha con essi un rapporto di “custodia” temporaneo.

La Cassazione ha stabilito che l’obbligo di custodia – che causa una responsabilità sia penale per le aggressioni e i morsi del cane, sia civile per i conseguenti danni con obbligo di risarcimento – sorge non solo quando sussiste un rapporto di proprietà, ma anche in casi di detenzione dell’animale. Secondo la Corte, infatti, la registrazione all’anagrafe canina o la presenza di un microchip sono irrilevanti ai fini della responsabilità.

L’articolo 2052  del Codice Civile stabilisce la responsabilità per i danni cagionati dall’animale non solo in capo al proprietario, ma anche a chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso; basti pensare al dog-sitter o il partner del titolare che lo porta a passeggio senza museruola. Pertanto, prendersi cura di animali randagi può comportare conseguenze legali importanti. È necessario essere consapevoli delle proprie responsabilità al fine di evitare  implicazioni legali non desiderate.

Carolina Cassese

Carolina Cassese

Laureata in giurisprudenza presso l ‘Università degli studi di Napoli Parthenope, dopo aver svolto pratica forense nella materia di diritto civile, decide di intraprendere la carriera dell’insegnamento di diritto ed economia politica presso l’istituto paritario Kolbe di Nola. Ha conseguito diversi master e specializzazioni per l‘ insegnamento ed attualmente collabora con l‘associazione Saviogroup, di cui è vicepresidente, realizzando articoli e servizi fotografici attinenti la festa dei gigli di Nola e non solo. Membro membro del Cda della Pro loco di Nola città d ‘arte con delega alla festa dei gigli. Fa parte del direttivo dell’associazione delle reti delle macchine a spalla. Membro del coro diocesano del Duomo di Nola. Ama il nuoto la pallavolo, la ginnastica artistica e la danza classica, che ha praticato in tenerà età. Da piccola ha studiato pianoforte ed è appassionata di musica classica, napoletana e dei gigli degli anni ‘70 e ‘80. In passato ha inciso alcune canzoni dei gigli, sposando il suo amore per il canto con la festa dei gigli di Nola. Ama trascorrere i weekend al cinema o prendendo parte ad escursioni nei posti più belli della Campania.

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