Ho visto finalmente “Odissey” ed ho le idee è chiare: uno spettacolo grandioso, un tripudio di immagini suggestive e talvolta fantastiche. Il film cult di Christopher Nolan è un kolossal che andrebbe visto in tecnologia IMAX per apprezzare la spettacolarità dell’opera. Tutto il prodotto filmico, infatti, è stato girato con una cinepresa di 70 mm (invece del solito formato di 35m) che permette una visione delle immagini simili al reale. Purtroppo in Italia schermi da poter proiettare con la tecnologia IMAX sono pochissimi (in Campania, ad esempio, l’unico disponibile è quello di Afragola).
Oltre a questa idea innovativa, però, a dare spessore al film sono state le scene girate in ambienti reali, senza l’utilizzo del computer. Ancora, sono da menzionare la fotografia di Van Hoytema e la colonna sonora di Goransson che evidenzia alla perfezione, con un suono magnetico, arcaico, mescolato a suoni moderni, la peregrinazione di Ulisse.
L’attore Matt Damon, che interpreta Ulisse, è strepitoso e intenso. Straordinaria, poi, l’idea di girare le immagini alla corte di Itaca con Penelope (una dignitosa Anne Hathaway nel suo ruolo di regina) dietro ad una grata, in un ambiente unico. Anche Robert Pattinson, nei panni di Antinoo, emerge per la sua interpretazione ed esprime il sottile confine tra ambiguità, codardia e compiacenza.
Tutto il film sprigiona una grandezza cinematografica che si nota in ogni inquadratura. Nonostante tutto, il blockbuster firmato Nolan ha scatenato le polemiche sui social, sui quotidiani e tutti i canali di informazione. Diatribe e dibattiti da far accapponare la pelle ai veri critici cinematografici. Ciò che i detrattori contestano a Nolan è la nuova trasposizione di Ulisse: non un eroe fiero e vincitore, bensì un uomo che sente il peso della tragedia provocata, afflitto e con i sensi di colpa, alla stregua di un reduce di guerra con lo stress post traumatico. Odisseo parla del passato ma si rivolge al presente con riflessioni squisitamente contemporanee per denunciare che dopo una guerra non ci sono né vinti né vincitori, ma solo uomini che non saranno più come prima.
Anche la struttura non lineare, tipica di Nolan, ha creato polemiche. Il regista decide di descrivere un viaggio a ritroso in cui Odisseo confida a Calypso (Charlize Theron) il suo lungo peregrinare in mare con continui flashback. Seppure il film porti la firma del regista, comunque ricorda Omero e la sua narrazione secondo la poetica di Orazio, in medias res. Pertanto, Nolan ha mantenuto la struttura dell’Odissea anche con gli adattamenti personali.
Il film è assolutamente da vedere perché capolavori del genere con investimenti così ambiziosi (250 milioni di dollari) sono sempre più rari. Possono non piacere la sceneggiatura, l’adattamento narrativo, ma il film va visto. Fosse solo per l’interpretazione degli attori che sono fantastici, per la fotografia che coinvolge emotivamente durante la narrazione, per la musica. Un’ampia scelta che giustifica la sua visione.