Separazione e addebito: cosa succede quando si scopre un vecchio tradimento?

Carolina Cassese Carolina Cassese28 Maggio 20242 min

Scoprire un vecchio tradimento giustifica l’addebito? Prima di tutto, cosa è l’addebito? L’addebito è il formale riconoscimento, effettuato dal giudice, della responsabilità del coniuge all’interno del vincolo matrimoniale. Insomma, al coniuge a cui viene addebitata la separazione si riconosce la colpa della fine dell’unione. Le conseguenze dell’addebito sono due: la perdita del mantenimento, qualora se ne avesse il diritto; la perdita dei diritti successori, qualora l’altro coniuge dovesse morire prima.

L’addebito della separazione è legittimo solo se la condotta del coniuge è stata la causa – diretta e immediata – della fine del matrimonio. Se invece la condotta colpevole del coniuge è solo una delle tante ragioni della separazione, oppure è solo la conseguenza di una crisi che proviene dal passato, allora ogni tipo di addebito deve essere escluso.

Secondo la Corte di Cassazione, tra il tradimento e la separazione non deve trascorrere troppo tempo: infatti, se la convivenza prosegue per lungo tempo dopo l’infedeltà, non può ritenersi che quest’ultima sia stata la causa della separazione. Scoprire un vecchio tradimento potrebbe giustificare l’addebito della separazione se si prova in giudizio che essa rappresenta la causa della fine della relazione. In questa ipotesi, però, il colpevole di infedeltà potrà difendersi dimostrando che il matrimonio era già finito da tempo.

In ogni caso, possiamo concludere affermando che può essere ottenuto l’addebito anche se il coniuge ignorava la relazione extraconiugale dell’altro, avvenuta anni prima e oramai cessata. Non è invece possibile chiedere l’addebito se il tradimento è stato perdonato: la richiesta di separazione con addebito avanzata molti anni dopo non potrebbe essere accolta dal giudice, a meno che non sia giustificata da successivi tradimenti, questa volta non perdonati. Infine, non è possibile concedere la separazione con addebito se la relazione adulterina nota all’altro coniuge e tollerata dallo stesso è avvenuta anni prima ed è cessata.

Carolina Cassese

Carolina Cassese

Laureata in giurisprudenza presso l ‘Università degli studi di Napoli Parthenope, dopo aver svolto pratica forense nella materia di diritto civile, decide di intraprendere la carriera dell’insegnamento di diritto ed economia politica presso l’istituto paritario Kolbe di Nola. Ha conseguito diversi master e specializzazioni per l‘ insegnamento ed attualmente collabora con l‘associazione Saviogroup, di cui è vicepresidente, realizzando articoli e servizi fotografici attinenti la festa dei gigli di Nola e non solo. Membro membro del Cda della Pro loco di Nola città d ‘arte con delega alla festa dei gigli. Fa parte del direttivo dell’associazione delle reti delle macchine a spalla. Membro del coro diocesano del Duomo di Nola. Ama il nuoto la pallavolo, la ginnastica artistica e la danza classica, che ha praticato in tenerà età. Da piccola ha studiato pianoforte ed è appassionata di musica classica, napoletana e dei gigli degli anni ‘70 e ‘80. In passato ha inciso alcune canzoni dei gigli, sposando il suo amore per il canto con la festa dei gigli di Nola. Ama trascorrere i weekend al cinema o prendendo parte ad escursioni nei posti più belli della Campania.

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