Per misurare la cifra del dibattito politico e pubblico in questo momento in Italia, è utile riprendere un post pubblicato sui social da un ex ministro. “Ecco il pericolo islamizzazione” recita il copy di una foto che raffigura una donna musulmana camminare in strada coperta con il burqa. Pochi giorni fa è stato approvato il decreto legge che integra i regolamenti scolastici.
Oltre al lodevole aumento per i fondi contro il cyberbullismo e alla nuova distinzione tra “licei professionali” e “licei tecnologici”, l’oggetto più interessante del decreto è certamente la questione degli studenti stranieri. Senza fare troppi spoiler, possiamo già dire che c’è il rischio molto probabile che si possa risolvere tutto in una mera attività di propaganda in risposta all’estremismo di Vannacci che imperversa.
A chiarire la situazione, infatti, sono due puntuali analisi di Pagella Politica e Il Post. Le richieste più stringenti sono state con ogni probabilità bocciate da Mattarella. Per cui nel nuovo anno scolastico ci potremmo trovare davanti ad una mini-riforma che coinvolgerà poche migliaia di studenti. Il tetto del 30% per gli studenti stranieri in classe, infatti, dovrà essere rispettato considerando molte discriminanti e coinvolgerà di fatto essenzialmente per gran parte quegli alunni stranieri alle prime apparizioni nel sistema scolastico. Anche i corsi di italiano gratuiti per i genitori non sono immediatamente obbligatori e dovranno passare per delle valutazioni. Infine, per quanto riguarda il divieto del burqa a scuola, Pagella Politica specifica che nel decreto viene genericamente vietato di partecipare alle attività con “modalità che impediscano il riconoscimento della persona”.
La premier Meloni ha parlato di “scelta di buonsenso”. La verità è che se un provvedimento non comporta nessun miglioramento per il Paese, i cittadini si trovano davanti all’ennesimo esercizio di propaganda. Il giudizio, a pochi mesi dalle elezioni, lo potrà dare solo il tempo.