“Perfetti sconosciuti”: la commedia di successo sull’impossibilità di conoscersi davvero

Paolo Genovese traccia, con ironia e dramma, il quadro di una società segnata dall’abuso della tecnologia

di Vittorio Paolino Pasciari
Credits Photo RTL 102.5

Perfetti Sconosciuti è un film italiano di genere commedia del 2015 diretto da Paolo Genovese. Il cast è formato da Marco Giallini (Rocco), Alba Rohrwacher (Bianca), Giuseppe Battiston (Peppe), Kasia Smutniak (Eva), Valerio Mastandrea (Lele), Edoardo Leo (Cosimo), Anna Foglietta (Calotta) e Benedetta Porcaroli (Sofia). Il film ha ottenuto un incasso totale superiore a 16 milioni di euro risultando un successo al botteghino.

Fra i riconoscimenti sono da segnalare per il 2016 2 David di Donatello (miglior film e migliore sceneggiatura),  3 Nastri d’Argento (miglior commedia – migliore canzone originale – nastro speciale a tutto il cast), 1 Globo d’oro (migliore commedia), 4 Ciak d’oro (miglior film – migliore sceneggiatura – miglior attore protagonista a Marco Giallini – miglior canzone originale), Premio migliore sceneggiatura al Tribeca Film Festival, Premio Flaiano miglior regista, Premio Tonino Guerra-miglior soggetto al Bari International Film Festival e il premio Film con maggior numero di remake (31) al Guinness World Record nel 2019.

TRAMA Roma, 2015. Una cena tra amici di sempre e un’idea all’apparenza innocua: cellulari sul tavolo, messaggi e telefonate condivisi in tempo reale. Il gioco però, diventa subito una miccia accesa. Emergono tradimenti, segreti, identità nascoste e ferite mai rimarginate. In poche ore, matrimoni e amicizie si incrinano sotto il peso della verità. Perché nei nostri telefoni custodiamo ciò che non osiamo dire. E se venisse fuori tutto, cosa sopravviverebbe delle nostre relazioni?

ANALISI Fin dall’inizio appare chiaro l’intento del regista di concentrarsi sui caratteri dei personaggi e di focalizzare l’attenzione su una apparenza fin troppo fittizia e pronta a sgretolarsi da un momento all’altro. L’azione scorre veloce e mette sullo stesso piano tono comico e drammatico. E quando il gioco che sembra innocente finisce per rivelare a poco a poco le verità nascoste, una punta di dramma emerge con una violenza psicologica ed emotiva che colpisce più duro di quanto farebbe la violenza fisica. La serenità del finale che sembra troppo lieto riesce a far cadere ogni labile certezza e spinge a riflettere su chi davvero siamo e quanto la dipendenza dalla tecnologia ci abbia portati ad idolatrare un’apparenza che prima o poi crolla.

Credits Photo Instagram Paolo Genovese

DIETRO LA CINEPRESA Il regista, sceneggiatore e scrittore romano Paolo Genovese, dopo il diploma di licenza Classica e la Laurea in Economia e Commercio ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come autore e regista di spot pubblicitari presso l’agenzia McCann Erickson Italia di Milano. La carriera nel campo della pubblicità proseguirà presso altri marchi come TIM, Tre, McDonald’s, Buitoni, Algida, Findus e per il quotidiano Corriere della Sera.

L’esordio nel cinema è nel 1998 quando gira insieme a Luca Miniero Incantesimo napoletano, un cortometraggio candidato al David di Donatello che diventa il suo primo film nel 2022, diretto sempre con Miniero. La collaborazione con quest’ultimo proseguirà sul piccolo schermo con le serie televisive Nati Ieri (2006) e Amiche mie (2008) trasmesse sui canali Mediaset Canale  e Rete 4 e nel 2007 sul grande schermo con il film Viaggio in Italia – Una favola vera, trasmesso a puntate nella trasmissione televisiva Ballarò.

Il successo come solista arriva nel 2010 quando dirige il trio comico Aldo, Giovanni & Giacomo nel film La banda dei Babbi Natale, successo al botteghino con 20 milioni di euro in Italia, e nel 2011 con la commedia campione di incassi Immaturi (recensione qui). Altri titoli che spaziano da un modesto ad un buon successo sono nel 2012 Immaturi – Il viaggio e Una famiglia perfetta, nel 2014 Tutta colpa di Freud e nel 2015 Sei mai stata sulla Luna? .

Il 2016 è l’anno della consacrazione con l’uscita della commedia Perfetti Sconosciuti. La pellicola è un buon incasso al botteghino che vale al regista molteplici proposte di acquisto dei diritti per farne un remake mentre la critica riconosce il suo successo con 2 David di Donatello (miglior film e migliore sceneggiatura) e il premio Tribeca Film Festival.

Un discreto successo nel 2017 è anche il film The Place. All’attività di regista Paolo Genovese aggiunge un posto nella Giuria della 75° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2018 e dal 2016 il ruolo di direttore artistico della società Leone Film Group. Come scrittore Genovese di afferma con due romanzi pubblicati da Einaudi (Il primo giorno della mia vita e Supereroi) ed uno da Mondadori (Tutta colpa di Freud).

L’aver diretto Gli Amigos, mediometraggio commissionato dal consorzio Parmigiano Reggiano vale al regista romano delle aspre critiche per aver dato una rappresentazione edulcorata delle condizioni lavorative di sfruttamento di uno dei personaggi.

Nel 2023 il regista esordisce nel teatro con un adattamento di Perfetti Sconosciuti, seguito dalla regia di una serie diretta in solitaria, I leoni di Sicilia e da un cameo nella serie Sky Call My Agent – Italia.

“Oh, qua dentro ci abbiamo messo tutto. Questo telefono ormai è diventata la scatola nera della nostra vita … quante coppie si sfascerebbero se uno dei due guardasse nel cellulare dell’altro?”

VERITÀ NASCOSTE  La totale dipendenza dalla tecnologia racchiusa in un telefono portatile è ormai una costante caratteristica della Generazione Millennials. Ma se la commedia di Paolo Genovese riesce appieno ad evidenziare questo fatto allo stesso tempo uno spettatore dotato di senso critico non potrà fare a meno di allargare il concetto su cui a pellicola vuole far riflettere e trovare un tema che esiste da molto tempo prima dell’avvento dell’IA.

Le parole scritte in un diario segreto, le confidenze affidate ad una corrispondenza tenuta chiusa a chiave in uno scrittoio, i turbamenti interiori condivisi con un confidente vincolato al segreto professionale o della confessione. L’elenco potrebbe procedere all’infinito ma il concetto rimane lo stesso: conoscere totalmente una persona è impossibile, questa è una verità che forse mai riusciremo ad accettare appieno.

Forse il fascino di una persona risiede proprio nell’avere un lato nascosto perché l’essere umano è davvero perfetto quando riconosce di non essere quello che sembra o che ha cercato di essere per gli altri. Forse l’obiettivo di conoscersi davvero e raggiungere una convivenza serena sta proprio nell’accettare quello che si può e quello che non si può conoscere di noi stessi e degli altri. Sono tutti interrogativi a cui purtroppo non si può dare una sola risposta ma riflettere grazie ad una pellicola girata e interpretata in maniera impeccabile può davvero aiutare una società fissata sulla superficialità e segnata dall’abuso della tecnologia.

DA VEDERE.

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