La città di Nola è da sempre caratterizzata da due eventi storici. Il primo è senza dubbio la nascita del filosofo Giordano Bruno nel 1548, che amava firmarsi per l’appunto “il Nolano”. L’altro è la famosa Festa dei Gigli, patrimonio Unesco dal 2013. La Festa dei Gigli è un’esperienza che bisogna vivere di persona, unica nel suo genere. Tutta la popolazione balla intorno a 9 macchine a spalla trasportate dai fedeli “cullatori” (otto obelischi di 25 metri più la “barca”), in un’orgia di danze, musica e canti.
La Festa è particolare soprattutto per un tratto artistico: la vestizione in cartapesta. I Gigli, infatti, sono ricoperti da veri e propri quadri ornamentali modellati con la cartapesta. L’idea di rivestire il legno nudo dei Gigli nasce nel 1880. La base di legno spoglia viene “rivestita” con composizioni di cartapesta che rappresentano in genere un episodio biblico o si riferiscono alla vita di qualche santo (altre volte sono semplicemente quadri decorativi).
L’origine della cartapesta è antichissima. Già nel IV secolo A.C., infatti, i greci utilizzavano la fibra di lino da cui si ricavava la carta, insieme allo stucco e al colore per fabbricare le maschere per la commedia fliacica. È solo tra il settecento e l’ottocento, però, che la cartapesta comincia ad arrivare in Emilia Romagna e in Campania. Questo è il suo periodo di maggior utilizzo e diffusione, sia per la sua duttilità della materia sia per la varietà di utilizzo, tale da definirla “la tecnica universale”. La tecnica giunge anche a Nola.
L’utilizzo della cartapesta per la vestizione del Giglio avviene però attraverso un procedimento preciso e ben orchestrato. Prima di tutto si versano in uno stampo la carta macera triturata, la colla e il gesso, poi si impasta in modo uniforme e si cuoce in acqua calda. Successivamente si lascia asciugare a circa 30 gradi e solo dopo le forme vengono decorate e intagliate secondo il disegno originale. Una volta stabiliti gli elementi del rivestimento avviene la “vestizione” in giorni definiti. Una tecnica artistica che a Nola è ormai una vera e propria tradizione, un tratto distintivo della Festa dei Gigli e del patrimonio artistico locale.