Lo scorso 29 marzo, grazie alle indagini condotte dal pm Sergio Colaiocco, una nuova pista si è aperta sul fronte del terrorismo internazionale collegato ad Anis Amri, l’uomo che il 19 Dicembre del 2016 uccise 12 persone piombando con un camion sul mercatino di Natale a Breitscheidplatz, a Berlino, e che poi fu ucciso, quasi per caso, tre giorni dopo da due poliziotti a Sesto san Giovanni. Gli uomini delle forze dell’ordine hanno infatti notificato un mandato di cattura per cinque stranieri residenti in Italia : Abdel Salem Napulsi, già detenuto nel carcere di Rebibbia, e quattro tunisini residenti a Napoli e nel Casertano. Il provvedimento fa seguito a quello già emesso nei mesi successivi all’attentato quando tre conoscenti di Amri, residenti a Latina, furono espulsi dal nostro Paese. Abdel Salem Napulsi e gli altri quattro sono accusati di terrorismo dopo che gli inquirenti hanno scoperto che il primo, oltre a 16 video di propaganda islamista presi da Youtube, ha scaricato istruzioni sull’uso di carabine ad aria compressa e lanciarazzi del tipo Prg-7, nonché su come modificare alcune armi in commercio, e ha cercato di acquistare o noleggiare un mezzo, un modello tipo pick up o camioncino, adatto a montare armi da guerra. Ha poi, a seguito di un’intercettazione telefonica, pronunciato frasi shock contro gli infedeli occidentali. Gli altri quattro, invece, sono accusati di falsificazione di documenti e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Hanno fatto entrare illegalmente in Italia un centinaio di connazionali e addirittura lo stesso Amri si rivolse a loro per avere un passaporto contraffatto e un finto permesso di soggiorno, prima di trasferirsi in Germania. Da questi nuovi sviluppi è possibile quindi che la rete di Amri in Italia sia più ampia di quella prospettata inizialmente, radicata forse anche in Campania.
202