Draghi: “Al Sud quasi la metà delle risorse, è fermo da mezzo secolo”

di Redazione Zerottouno News

Il premier Mario Draghi ne è certo: i fondi Covid dovranno andare per la maggior parte al Sud, solo così l’Italia potrà riaprire. Lo ha affermato chiaramente nella sua informativa alla Camera riguardo il Recovery Fund e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: “La crescita del Mezzogiorno rappresenta l’altro aspetto prioritario trasversale al Piano. Il potenziale del Sud in termini di sviluppo e di occupazione è ampio ma allo stesso tempo è grande il suo divario dal resto del Paese, quindi se cresce il Sud cresce anche l’Italia. Noi abbiamo l’obiettivo di far ripartire la crescita del Mezzogiorno, ferma ormai da mezzo secolo, dandogli anche un’accelerata. Ecco perchè al Sud andrà circa il 40% delle risorse che possono essere ripartite con il criterio del territorio, ovvero circa 82 miliardi di euro. Si tratta di una cifra più alta della quota della popolazione residente al Sud (34%) ma anche molto più alta della quota di prodotto interno lordo (22%)“.

Il Premier punta molto sul Piano e sui fondi del Recovery Fund europeo ma mette subito i paletti: “La vera sfida non appena il piano viene consegnato è di trovare un modo di attuazione dove le amministrazioni locali e il governo centrale collaborino. Il punto non è cosa fa Palazzo Chigi ma come i governi locali possano trovare lo schema di investimento di questi fondi. I ministeri hanno le idee chiare ma è molto più complesso il coordinamento tra governo e enti locali che sono gli attuatori del piano a cui sono destinati poco meno di 90 miliardi. Il Piano permette investimenti che sarebbero stati impossibili e impensabili fino a pochi giorni fa. Tutto il piano è un investimento sul futuro e sulle nuove generazioni, poichè ai giovani dobbiamo garantire welfare, casa e occupazione sicura offrendo, ad esempio, gli incentivi fiscali per i mutui. Il piano garantisce in maniera equa e adeguata il diritto allo studio, quasi un miliardo per gli alloggi studenteschi, mezzo miliardo per borse di studio. Inoltre, abbiamo inserito una previsione per condizionare i progetti finanziati non solo dal Piano alla nuova occupazione giovanile e femminile“.

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