Scoppia la guerra tra Israele e Hamas: ecco le tappe del conflitto

di Redazione Zerottouno News

Dal 7 ottobre 2023 il conflitto tra Hamas e Israele è ufficialmente esploso in una guerra rapida che ha valicato i confini della Striscia di Gaza e allertato anche tutte le potenze mondiali. Ma chi è Hamas e perchè c’è questo conflitto con Israele? Cosa sta accadendo in questi giorni?

Prima di tutto, chiariamo che Hamas è un movimento militante islamico e uno dei due principali partiti politici dei territori palestinesi. Governa più di due milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza, ma il gruppo è noto soprattutto per la sua lotta armata contro Israele. Decine di Paesi la identificano come organizzazione terroristica, anche se alcuni applicano questa etichetta solo alla sua ala militare. Hamas è nato nel 1987 da Ahmed Yassin e nella carta costituente sono stati posti come obiettivi la distruzione di Israele e l’istituzione di uno stato islamica in Palestina.

Il conflitto arabo-israeliano ha avuto inizio nella prima metà del secolo scorso. La fase principale del conflitto su larga scala tra Israele e gli Stati arabi ebbe luogo infatti a partire dal 1948, anno della proclamazione dello Stato di Israele, fino almeno al 1973, e fu costituita da una serie di guerre arabo-israeliane: la guerra del 1948, la guerra di Suez del 1956, la guerra dei sei giorni del 1967 e la guerra del Kippur del 1973. Negli anni gli insediamenti israeliani in Palestina sono aumentati sempre di più e, contestualmente, si sono moltiplicati gli attacchi a Gaza e in Cisgiordania da parte dei palestinesi ma mai nella storia recente si erano visti scontri del genere.

Ecco una breve cronologia del conflitto in atto. Il 7 ottobre 2023 Hamas ha annunciato l’inizio dell’Operazione Alluvione Al-Aqsa, lanciando un massiccio attacco missilistico con oltre 5000 razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele, colto di sorpresa poichè in periodo di festa. Contemporaneamente al lancio di razzi, milizie palestinesi, attaccano le postazioni militari israeliane a guardia del confine, distruggendo torri di guardia e aprendo brecce nella barriera di separazione al confine. I combattenti Palestinesi, circa 2500, si infiltrano in Israele utilizzando autocarri, camioncini, motociclette, bulldozer, motoscafi, parapendii a motore e deltaplani, facendo anche irruzione ad un festival musicale e uccidendo decine di civili. I miliziani conquistano alcune base militari e invadono alcuni kibbutz prendendo in ostaggio o uccidendo civili. L’8 ottobre il Governo d’Israele dichiara ufficialmente lo stato di guerra. Israele, nei giorni successivi, ha risposto con forza agli attacchi palestinesi bombardando anche aree occupate da civili. Negli ultimi giorni, infine, ha dichiarato di essere pronto ad invadere Gaza ed ha ordinato l’evacuazione della zona, occupata da oltre un milione di abitanti e già considerata da Human Rights Watch “una prigione a cielo aperto”.

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