Rio De Janeiro saluta i giochi paralimpici e la spedizione italiana traccia il suo positivissimo resoconto. Il presidente del comitato italiano paralimpico Pancalli descrive come “straordinaria” l’esperienza dei nostri atleti. La nostra spedizione chiude al nono posto del medagliere e ci regala storie sportive e umane davvero incredibili. Rispetto a Londra sul piano dei risultati si sono fatti enormi progressi, a dispetto delle 28 medaglie di quattro anni fa questa volta sono arrivate 39 medaglie vinte (10 ori, 14 argenti e 15 bronzi). C’è chi si è ripetuto nell’impresa come Alex Zanardi e Martina Caironi, che bissano i risultati di Londra 2012, e chi invece a Londra non c’era, come Monica Contraffatto. Proprio la Contraffatto ci ha regalato una bellissima storia che Pancalli ha raccontato in radio. Nel 2012, durante lo svolgimento dei giochi di Londra, era costretta in un letto d’ospedale e osservava alla tv l’impresa della Caironi, quattro anni dopo sono salite insieme sul podio dei 100 metri, conquistando oro e bronzo. Un messaggio di speranza e determinazione, un impegno che va oltre il risultato sportivo perchè rappresenta un esempio per tanti. Proprio per questo Pancalli si dimostra scettico rispetto la proposta di tenere insieme Olimpiadi e Paralimpiadi, la maggior esposizione mediatica dei più conosciuti atleti normodotati oscurerebbe i paralimpici trasferendo in secondo piano le loro imprese sportive. Una Paralimpiade che si tinge però anche di nero, dopo la morte del ciclista iraniano Bahman Golbarnezhad che ha battuto la testa in una caduta in discesa, nel primo giro della prova in linea. La speranza di tutti, in ogni caso, è che lo sport diventi sempre più accessibile a tutti, dimostrandosi strumento di riscatto nella vita.
di Marco Sigillo