Quando i nonni sono obbligati a mantenere i nipoti?

di Carolina Cassese

In quali circostanze i nonni sono obbligati a mantenere i nipoti? La questione è stata affrontata dalla giurisprudenza che ha spiegato come va interpretato l’articolo 316-bis del codice civile. Tale norma, rubricata “Concorso nel mantenimento”, stabilisce la possibilità di fare causa ai suoceri quando l’ex coniuge non versa il mantenimento. Secondo la giurisprudenza sono numerosi i limiti che si incontrano prima di poter far valere tale diritto. Se entrambi i genitori non hanno i mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a adempiere ai loro doveri nei confronti dei figli. Così dispone l’articolo 316 bis, comma 1, del codice civile. Il dovere dei nonni di contribuire al mantenimento, che sorge solo se i genitori si trovano nell’impossibilità di farvi fronte autonomamente. Non rileva che i nonni abbiano diverse condizioni economiche: il loro obbligo è proporzionale alle rispettive capacità economiche. Tuttavia, non si può chiedere tutto il necessario per il mantenimento a un solo nonno, dovendo la cifra essere divisa tra tutti e quattro (ovviamente se ancora in via). Tale dovere sussiste anche in caso di morte dei genitori.

Con l’ordinanza n. 28446 del 12 ottobre 2023, la Cassazione ha stabilito che i suoceri non sono tenuti a mantenere i nipoti a meno che non siano l’ultima soluzione possibile. Difatti, l’obbligo di mantenere i figli minori spetta in primis ai genitori. Ciò significa che se un genitore non può o non vuole sostenerli economicamente, l’altro genitore ha la responsabilità di provvedere interamente alle loro esigenze, usando tutte le proprie risorse e non può rivolgersi ai suoceri solo perché l’ex non partecipa. Se invece non è in grado di farlo perché disoccupato, deve prima cercare un lavoro e, solo in caso di insuccesso a lui non imputabile, può rivolgersi ai suoceri.

Dunque, il fatto che il genitore tenuto a pagare il mantenimento non lo faccia, non consente all’ex che abbia in affidamento i figli di rivolgersi ai suoceri: secondo la Cassazione, la possibilità di agire contro i nonni è subordinata al previo tentativo di esecuzione forzata contro il genitore inadempiente. Esempio: se la madre non riceve il mantenimento dall’ex partner, prima di agire contro i suoi genitori deve rivolgersi contro il padre dei figli rimasti senza mantenimento e solo nel caso in cui non riesca a pignorargli alcun bene può rivolgersi contro i nonni, ma sempre a patto che lei non abbia già le risorse per mantenerli da sola o anche solo le potenzialità per trovare un lavoro che la renda indipendente.

Il principio affermato dalla Cassazione è, in conclusione, il seguente: “I nonni, o gli ascendenti in generale, possono intervenire solo come extrema ratio. La loro responsabilità è subordinata a quella primaria dei genitori. Non possono essere chiamati a intervenire solo perché uno dei genitori non sta fornendo il dovuto supporto, se l’altro genitore ha le capacità (anche solo potenziali) di provvedere alla prole. Se una madre non riceve supporto economico dal marito/convivente, non può immediatamente rivolgersi ai suoceri. La madre deve prima intraprendere azioni legali contro il marito/convivente. Anche se la madre ha un impiego e quindi un reddito, non può richiedere aiuto ai suoceri. Lo stesso vale se, nonostante sia disoccupata, ha ancora il potenziale per lavorare e produrre reddito”.

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