Pillole anticoncezionali solo alle over 26 e nessuna riduzione della tampon tax: il Governo si impantana sui diritti delle donne

di Luisa Sbarra

Il primo novembre scorso, dopo un lungo dibattito, il Consiglio di Amministrazione dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha ufficializzato una novità importante: la pillola anticoncezionale sarà gratuita, ma solo per le donne sotto i 26 anni. La pillola, in realtà, sarebbe dovuta diventare gratuita per tutte le donne, senza alcun limite di età e distribuibile dalle farmacie, garantendo un accesso al farmaco rapido, sicuro ed equo. Tale decisione, però, presa e portata avanti dal Comitato prezzi e rimborsi dell’Aifa, sarebbe stata ostacolata proprio dal CdA della stessa Agenzia, di stampo leghista, per motivazioni di carattere non solo politiche, ma anche economiche. Cecilia D’Elia, portavoce del Coordinamento Nazionale delle donne Pd e Beatrice Lorenzin, vicepresidente del gruppo Dem, hanno affermato a tal proposito: “Distribuire la pillola anticoncezionale a tutte le donne, come aveva proposto la Commissione tecnico-scientifica di Aifa aveva un costo stimato di 140 milioni di euro contro i 4 milioni della proposta rivista dal Cda Aifa. È chiaro che in mezzo c’è un intervento del Governo e che non si tratta solo di risparmiare risorse, ma di un’impostazione culturale sbagliata e punitiva nei confronti delle donne“. Inoltre, la pillola dovrà essere dispensata solo nei consultori o in strutture pubbliche, come gli ospedali, tagliando fuori le farmacie come era stato previsto dapprima. La nuova decisione, quella rivolta solo alle under 26, inoltre, sembra portare ben poche novità e cambiamenti, dato che già in molte Regioni era così.

A tutto ciò si aggiungono anche i rincari sui costi degli assorbenti. Nel disegno di legge di Bilancio per il 2024, che deve ancora essere presentato in Parlamento, il governo Meloni ha stabilito (per ora) di non rinnovare il taglio dell’Iva sui prodotti per la prima infanzia e per l’igiene intima femminile in vigore quest’anno (la cosiddetta tampon tax, ndr). Giorgia Meloni ha difeso la scelta, dicendo che il taglio è motivato dal fatto che la suddetta “tax” non ha funzionato, dal momento che, negli scorsi mesi, tali prodotti non sono scesi di prezzo.

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