Nel corso delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea è stata confermata l’operatività del clan Fabbrocino nella gestione di varie attività illecite.
Emersa l’ostinata attività illegale degli indagati, per ribadire il controllo camorristico del territorio, nel riappropriarsi dei beni strumentali di una attività produttiva di Ottaviano che era stata sequestrata a uno degli affiliati e affidata ad amministrazione giudiziaria.
Accertate estorsioni a imprenditori e commercianti del vesuviano e diversi episodi di detenzione e spaccio di cocaina e hashish.
Identificati i soggetti che favorirono la latitanza del reggente del clan Francesco Maturo, inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi fino al maggio 2014, quando fu catturato armato di 2 pistole in una villetta del salernitano, in fuga da circa 2 anni per sfuggire all’esecuzione di una Ordinanza di Custodia Cautelare per 416 bis ed estorsione.



